martedì 30 giugno 2009

Trasparenza e legalità siano i veri fattori di cambiamento


Domenico Savino mi segnala questa intervista a tutto campo, pubblicata dalla Gazzetta, all'assessore regionale
Guglielmo Minervini (qui il suo sito), da sempre impegnato nel sociale, che ho conosciuto ed apprezzato personalmente nel periodo di servizio civile e di cui è già stato riportato su questo blog un altro interessante articolo qualche giorno fa.


Mena fendenti l’assessore regionale alla Trasparenza, il cattolico Guglielmo Minervini. Le quattro inchieste in corso sulla sanità, il collegato sex-gate e il decadimento morale che emerge lo indignano. Invoca «intransigenza e radicalismo etico», contesta il tentativo «vischioso della giunta regionale di aver cercato una mediazione col potere sanitario», respinge la lettura di chi distingue il ruolo politico e i comportamenti privati («un uomo pubblico esercita una funzione pedagogica»), attacca il silenzio della Chiesa («un tacere che offende»).

Assessore, la giunta regionale è sfiorata dalle inchieste in corso. Qual è la sua riflessione?
«Il governo regionale è nato con una missione di cambiamento. La sfida che i pugliesi le hanno chiesto di accettare era di modificare la meccanica del potere: liberare il potere e restituirlo ad un territorio fertile e dinamico. In questo senso, trasparenza e legalità non dovevano essere solo pilastri dell’etica pubblica, ma fattori di cambiamento».

Cosa ne è stato di quel proposito?
«Abbiamo fatto molte cose e buone, anche in sanità. E tuttavia, aggiungo, le inchieste della magistratura interrogano con forza la politica. La domanda che risuona è se siamo riusciti a toccare gli ingranaggi del potere sanitario, sistema corposo di interessi e lobby, oppure quest’ultimo ha finito per risucchiare pezzi della politica».

La risposta qual è?
«Va costruita, tutti assieme, in un dibattito pubblico che faccia crescere la regione. Però una lezione la apprendiamo. La spinta riformatrice o ha la matrice dell’intransigenza morale e del radicalismo etico, oppure è destinata a sprofondare. A precipitare nelle sabbie mobili di una società, come quella pugliese, in cui il successo facile e l’assenza del senso delle regole sono il valore che misura tutto».

Sta dicendo che è fallita la missione del governo Vendola?
«La scelta iniziale di mediare con il sistema vischioso del potere sanitario sta mostrando la corda. Proprio quel che accade ci dimostra che occorreva adoperare il massimo del radicalismo, dell’intransigenza e di spinta riformatrice. Cioè quello che siamo stati capaci di fare in altri ambiti».

Avete sbagliato le nomine nelle Asl?
«Le nomine sono conseguenza dell’impostazione politica. La consapevolezza che il sistema possa essere riformato solo con un approccio radicale ed intransigente sta prendendo piede solo in questi mesi. Solo ora abbiamo la percezione di un governo più concentrato sui processi di cambiamento e meno sulla gestione».

Detta così, sembra una valutazione sull’ex assessore alla sanità Alberto Tedesco.
«E’ nelle cose. Ma di quella impostazione politica tutti siamo corresponsabili».

Risposta laconica. Torniamo all’oggi: i manager indagati vanno sostituiti?
«Vendola non può che proseguire la linea del rigore. E’ l’unica scelta che abbiamo per salvare l’enorme patrimonio politico di questo governo. Vale per la giunta, per il centrosinistra e anche per il mio Partito democratico».

A proposito di Pd. Michele Emiliano, sul sex gate, cita il Vangelo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, di una persona non si valuti il profilo privato ma il ruolo pubblico. Che ne dice?
«Non si tratta di esprimere un giudizio morale sui singoli comportamenti. Qui si discute di fatti che attengono alla sfera morale pubblica, di una condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche. In questo ambito, quello che viene chiesto è che ciascuno di noi sia ciò che dice di essere. Sarà una richiesta dura e impietosa, ma il recupero della credibilità della politica passa da queste scelte».

La condotta morale deve entrare nel giudizio politico?
«Ciascuno di noi deve essere consapevole che, nel ruolo politico, esercita anche una funzione pedagogica; comunica con i gesti, prima ancora che con le parole. Chiediamoci allora quale idea della politica stiamo comunicando all'opinione pubblica».

Si discute, tuttavia, della sfera privata, nascosta agli occhi del pubblico.
«La sfera privata attiene alla coscienza morale, non v'è dubbio. Ma quando essa interseca quello che ciascuno di noi riveste nella sua funzione pubblica, allora smette di essere privata. Ciascuno allora ha il dovere di dare conto dei propri comportamenti».

La Chiesa di Puglia finora è apparsa silente sul tema. Come se lo spiega?
«La Chiesa è un insostituibile presidio della coscienza morale. E la coscienza morale non vive solo nella sfera privata, ma si alimenta della dimensione sociale e pubblica. Pertanto il silenzio della Chiesa, almeno nel suo volto gerarchico, sullo scivolamento morale di questo Paese, non inquieta soltanto. Ma offende il servizio alla verità».

Francesco Strippoli

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Di cosa ha bisogno Laterza?

A tutti i lettori del blog rivolgiamo l'invito di scriverci a pdlaterza@gmail.com o commentare sul su questo post su "Cosa ha bisogno Laterza" e di "Cosa i Laertini hanno bisogno per vivere meglio".

  • Un progetto di edilizia popolare che abbassi i prezzi delle case?
  • Piu' prospettive occupazionali?
  • Maggiore cura delle periferie urbane?
  • Meno tasse?
  • Creazione di spazi per le nuove generazione, tipo Wi-Fi nelle Cittadella della Cultura?
  • Maggiore manutenzione degli edifici scolastici?


Ai lettori piu' interessati chiediamo anche cosa si aspettano dal Centro-Sinistra?
Cosa chiedere al centrosinistra?
Cosa il centrosinistra può fare?
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lunedì 29 giugno 2009

Quanto pesa la tua spesa?

“Quanto pesa la tua spesa?”.

Sarà questo il tema che verrà affrontato, in occasione della giornata mondiale della biodiversità indetta dalle Nazioni Unite, in un convegnoorganizzato dalla cia di Taranto, comprensorio Occidentale (Ginosa, Laterza e Castellaneta), che si svolgerà il prossimo 29 Giugno 2009 a Laterza (TA), pressol’Azienda AgricolaSierro lo Greco” alleore 19,00. Sostenibilità agricola e cambiamento climatico, saranno oggetto degli interventi degli ospiti: Catapano Franco, Vice Presidente Regionale CIA Puglia, Barberio Roberto, Titolare dell’Azienda Agricola “Sierro Lo Greco”,Anelli Savino, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Igiene della Nutrizione ex AUSL BA/3, Costantino Paolo, Gastroenterologo Consigliere Regionale, Tamborrino Carlo, Coordinatore del Circolo “ProgettoMangiasano* 2009”. Modera Giove Stefano, Direttore del giornale “La Goccia”.

*Mangiasano è una campagna di VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società), nata per rendere l’agricoltura italiana libera da OGM e libera da PESTICIDI.

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Lucifero e il dopo voto

Analizzare il voto per il rinnovo del consiglio provinciale a “Lo voglio bene al mio paese” sarebbe un grattacapo anche per chi ha i mezzi e gli strumenti per farla in maniera “scientifica”, figuriamoci per Lucifero che dispone di un PC e una linea ADSL.

Ma alcune considerazioni “politiche” possono essere fatte, anche se da molti, anzi forse da tutti, non condivisi.

Nel paese in cui SCACCO MATTO crede di essere Cicerone, Gisella KRISTALLIN un politico, ha vinto il PDL (Partito Dei Lanzichenecchi) che già al primo turno aveva mandato alla provincia il suo candidato che da SICURO assessore provinciale è stato sbattuto, dopo il ballottaggio, sul banco dei “ciucci”.

Il risultato elettorale a “ Lo voglio bene al mio Paese “ è stato ancora una volta determinato dal consociativismo tra i poteri forti e il potere politico locale.

Questo non vuol dire che la maggioranza degli elettori sia condizionata da questi poteri, anzi le elettrici e gli elettori sono, nella stragrande maggioranza donne e uomini liberi, capaci di giudicare con la propria testa l’operato di chi governa e di chi fa opposizione, ma il “controllo” e l’ “indirizzamento” di qualche migliaia di voti a favore di chi gestisce il potere politico da parte della lobby del cemento, del zampino, del pane è determinante per il risultato finale.

Se l’Amm.Com. ha stretto un patto non scritto con questi poteri forti (silente quando doveva intervenire per calmierare il prezzo del pane, compiacente nei confronti dell’edilizia privata senza mai presentare un progetto per favorire la costruzione di case economiche e popolari), è stato anche per l’ignavia dell’opposizione del centrosinistra che non è stata mai efficace.

Eppure gli argomenti per opporsi ci sono trattandosi di un’ amministrazione inconcludente nella programmazione dei POR, che sta indebitando le future generazioni per i prossimi 25-30 anni, che taglieggia le tasche dei cittadini con letasse più alte della provincia di Taranto.

Un esempio concreto:

L’ ICI sulla seconda casa a “Lo voglio bene il mio paese” è il 7 per mille mentre a Ginosa, a Palagiano è del 6 per mille.

Cosa significa questa differenza?

Un cittadino avendo una casa il cui valore catastale è di Euro 500, a “Lo Voglio bene il mio paese” paga 367,50 Euro di ICI mentre a Ginosa, a Palagiano paga 315,00 Euro con un risparmio di Euro 52,50.

Per non parlare dell’addizionale comunale. A “Lo voglio bene il mio paese” è dello 0,8 per mille, il più alto della provincia, mentre a Ginosa, a Palagiano è dello 0,5 per mille.

In concreto.

Un abitante di “Lo voglio bene al mio paese” che ha un reddito lordo annuo di 25000 Euro, paga di addizionale comunale, Euro 200, mentre, se fosse cittadino di Ginosa o di Palagiano, con lo stesso reddito pagherebbe Euro 125, risparmiando Euro 75.

Questi sono dati reali, solo Tritamontino, probabilmente scimmiottando il creativo Tritamonti, insiste a dire che a “Lo voglio bene il mio paese” si pagano tasse bassissime: anche i numeri diventano un optional.

Per onestà intellettuale c’è da dire che l’amministrazione comunale è la più brava, la numero UNO in Italia, ad incensarsi ma, purtroppo, come l’incenso, produce fumo, appunto senza arrosto, a volte è anche sgradevole, Progeva.

Se questo è diventato il marchio DOC di governare dell’Amministrazione di Gisella KRISTALLIN, è stato facilitato dall’assenza dell’opposizione o quanto meno dall’inefficienza di chi dovrebbe contrastarlo.

L’opposizione allo stile arrembante e arrogante, inconcludente e sterile , al business e all’affarismo dell’amministrazione kristallinana deve essere fatta non solo sui contenuti, ma sullo stile, sull’onestà, su un diverso concetto di amministrazione, non piegandosi agli interessi trasversali che sono la causa del degrado del paese.

E’ questo modo di fare politica, di essere opposizione e di governo, quando è il momento, che fa percepire al cittadino la “diversità”, altrimenti li vede tutti omogenei e collusi.

Può essere una frase fatta ma, con gli attuali dirigenti politici che guidano l’opposizione, si è destinati a perdere sempre.

Da subito dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, senza delegare a nessuno, creare un forum, una ‘chiazza’ per discutere, agire, rinnovare il modo di fare politica, mandare a casa i mestieranti della stessa, stimolare il ritorno di tutti quelli che negli anni passati si sono allontanati, perché “fa schifo”, dare spazio ai giovani, ai professionisti preparati, ai competenti e agli onesti.

Lavorare insieme per costruire un percorso condiviso, prima di tutto con i cittadini, per combattere i personalismi di una politica senza tempo che è tanto vecchia quanto distruttiva e che ha sempre tagliato le ali a “Lo voglio bene al mio paese”.

http://lucifero.bloog.it

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venerdì 26 giugno 2009

Elezioni passate. E ora?

Carissimi,
l'esito delle ultime elezioni europee ed amministrative sta suscitando diverse reazioni contrastanti. Vorrei però prima di tutto partire dall'analisi a firma di Angelo Bertani, direttore di Adista.
Un estratto lo condivido con voi in questa pagina, la versione integrale è sul blog.

"Non piangere e non ridere, direbbe Spinoza. Piuttosto occorre capire. E ci sono tante cose da capire, anche se molte erano prevedibili. Converrà capire, ad esempio, quali cause ha avuto e quali effetti potrà avere il mancato exploit del Pdl alle Europee. È vero che l'immagine del presidente del Consiglio appare più debole ed equivoca? Quale importanza hanno avuto (e non solo in Sicilia) le divisioni interne al Pdl? E quelle nel Pd? ...
Converrà poi esaminare il ruolo svolto dai grandi media, tanto più efficace quanto più si è affievolita la comunicazione diretta e fiduciaria tra i partiti e la loro base (non solo degli elettori, ma persino degli iscritti)...Insomma c'è molto da pensare e da fare per capire quel che sta avvenendo e per ristabilire un rapporto di dialogo e di fiducia tra la politica e la società civile. Ma proprio qui si svela il problema centrale: chi può e deve pensare, capire, fare? La risposta dovrebbe essere: i partiti. Ma la realtà è che i partiti sono liquidi almeno quanto la società. Fatta eccezione per la Lega, essi sono assai più un'apparenza che una realtà. O meglio, sono un'apparenza che spesso nasconde una realtà diversa e non propriamente politica: arrivismo, clientele, affari, sete di potere...

Il problema vero non è una novità ma emerge nettamente anche da queste elezioni è che occorre ricostruire i partiti, anzi re-inventarne una forma adatta all'attuale contesto sociale, economico e culturale.
L'alternativa non è tra partiti pesanti o partiti leggeri, cioè più o meno strutturati, invadenti e costosi. Servono invece partiti democratici, partecipati, gratuiti, trasparenti, guidati da regole condivise, animati da grandi ideali, frequentati e guidati da gente per bene, radicati sul territorio e nella società, capaci di una grande passione e di una grande cultura.
Come non ricordare il clima civile di venticinque anni fa, alla morte di Enrico Berlinguer?

Diceva Tocqueville che i veri Grandi Partiti si rifanno più ai principi che alle conseguenze, più alle idee che agli uomini, più al generale che al particolare...

A modo loro i risultati elettorali costituiscono un forte invito affinché tutta l'area di centrosinistra sappia trovare uno stile, un linguaggio ed un programma essenziale che possano essere largamente condivisi (senza demonizzare chi ritenesse di mantenere una posizione di principio senza mediazioni). Ma perché ciò possa avvenire è necessario un profondo cambiamento di pelle, di cultura e di uomini dentro ad ogni partito, gruppo, aggregazione. Un simile cambiamento chiede un supplemento di generosità e di coraggio, un cambio di mentalità e di immagine perché oggi la gran maggioranza dei cittadini pensa, non senza ragioni, che al vertice dei partiti si siano arroccati gruppi di persone mediocri con lo scopo di ottenere prestigio, carriera e guadagni, disposte a tutto pur di non lasciar emergere altri concorrenti".

Guglielmo Minervini
Diario dello sciame
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DOMANDA REGIONE PUGLIA PER CONTRIBUTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE‏

E' stato aperto un bando di accesso ai contributi per le piccole e medie imprese, anche di nuova attivazione.

Il Bando funziona così: si fa un prestito con la Banca per gli importi degli investimenti fino ad un max di 400.000€ se si tratta di microimprese e fino a 700.000 se si tratta di piccole imprese.

La Regione paga gli interessi da subito.
Quella somma costituisce così un vero contributo a fondo perduto.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento chiamatemi. C'è anche una sezione FAQ con molti quesiti.
http://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SistemaPuglia/Titolo_II o scrivete a pdlaterza@gmail.com e vi invieremo la domanda in formato doc o pdf.

Spero che la misura vi sia utile,
cordiali saluti a nome del Consigliere Regionale Paolo Costantino
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giovedì 25 giugno 2009

L'odio non fa parte della politica.

Fino ad oggi avevamo evitato di calcare la mano sulle parole che il PDL aveva riservato nei confronti della gente del PD a Laterza.

Sono parole così incredibilemente piene d'odio che sono una condanna a se medesime.

In più e' faticosissimo citarle tra virgolette visto il loro abominio.


Oggi però ci costringe a parlarne perche' il Popolo delle Liberta' di Laterza, cosi' si firma il manifesto intimidatorio appeso ieri per le vie del Paese, cerca di soffocare una liberta' semplice, quella di festeggiare per la vittoria del Presidente della Provincia Florido, accusandoci di essere prima degli stolti e invitandoci poi a rivolgerci a dei bravi psicanalisti.

Vi vogliamo ricordare che l 'Articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana afferma :
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." , garentendo la LIBERTA' di espressione, comunque nel rispetto reciproco.

Voi, in quel manifesto, non solo cercate di soffocare un diritto e una liberta' fondamentale, ma siete stati capaci di ledere ancora una volta la dignita' di noi cittadini, di una parte della comunita' che si riconosce nel centrosinistra.

L'odio non fa parte della politica.

Vi vogliamo invitare ad un maggiore rispetto verso quell'altra parte del paese, l'opposizione, che noi rappresentiamo a Laterza, e che Voi rappresentate in Provincia.
Laterza ha bisogno di trovare serenita' e sicurezza, per cui Vi invitiamo a concentrarVi sui tristi problemi sociali che da piu' di un anno stanno sconvolgendo la comunita'.
Un ultimo consiglio:
"L'uomo si distingue dagli animali proprio per questo: non ha bisogno della violenza, anche quella verbale, per affermare le proprie idee."
Segnalazioni:
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mercoledì 24 giugno 2009

Statistiche di accesso al blog nel mese di giugno

Pubblichiamo di seguito, così come richiesto da alcuni visitatori, le statistiche di accesso al blog relative al mese di giugno.
Grazie mille per l'interesse che ci avete dimostrato!

PD Laterza



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martedì 23 giugno 2009

Famiglia Cristiana in campo: PER UNA VALUTAZIONE MENO "DISINCANTATA"

Nei "Colloqui col padre" di Famiglia Cristiana in edicola da domani, la reazione dei lettori sui comportamenti discutibili del nostro premier ed una chiara presa di posizione del settimanale cattolico, che fa seguito ad altre recenti prese di posizione.
Riportiamo qui la risposta del Direttore, don Antonio Sciortino (foto a lato).



«Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere». Così comincia l’intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a proposito delle vicende che hanno investito una delle più alte cariche istituzionali del Paese.

Il suo disagio e quello di altri vescovi hanno fatto eco all’editoriale di Avvenire, in cui si chiedeva al presidente del Consiglio «un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier».

Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, ha aggiunto: «Tra il livello pubblico, di governo, e quello privato e inviolabile, di coscienza, c’è un terzo piano: quello dell’immagine. I comportamenti di chi governa possono determinare maggiore credibilità oppure una delegittimazione, parziale o totale. Certi comportamenti possono incrinare la fiducia fino a una delegittimazione di fatto».

Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza "distrazioni", che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al "bene comune" dei cittadini.

A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti "gaudenti e libertini", o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide?

Oggi il Paese più che di polveroni e distrazioni, necessita di maggiore sobrietà, coerenza e rispetto delle regole. E, soprattutto, chiarezza. Non solo a parole, ma concretamente, con i fatti. A poco servono imbarazzanti e deboli difese d’ufficio dei vari "corifei", "caudatari" o "maschere salmodianti" (come li ha definiti qualcuno), che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell’indifendibile. O nel tentativo "autolesionista" di minimizzare tutto, spostando la mira su altri bersagli. Ancora peggio, poi, quando "la pezza è più grande dello sbrego" come si dice, e si definisce il presidente del Consiglio «l’utilizzatore finale» di un giro di prestazioni a pagamento (ammesso che sia vero), e si considerano le donne "merce", di cui «si potrebbe averne quantitativi gratis». Naturalmente.

Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del "buon governo" per giustificare qualsiasi comportamento, perché con Dio non è possibile stabilire un "lodo", tanto meno chiedergli l’"immunità morale". La morale è uguale per tutti: più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza, che è ancora una virtù, e dà credibilità alle persone e alle loro azioni.

Sull’operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi silenzi "pesanti", anche all’interno della stessa maggioranza. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dismostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno "disincantata". Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.

Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una "zona franca" dall’etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico "piatto di lenticchie", da respingere al mittente.

Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l’ha indicato come modello di moralità per i governanti: «Il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell’Italia, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo». «De Gasperi», ha aggiunto il Papa, «è stato autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza».

In una nota pubblicata dal Sir (Servizio informazione religiosa, cioè l’agenzia di notizie dei vescovi) del 26 maggio scorso, Riccardo Moro afferma che le vicende personali del premier offrono «un contributo sgradevole al sereno sviluppo dei rapporti democratici». E al premier che assicura di "chiarire in futuro" i dubbi sollevati dalla stampa nazionale ed estera, chiede: «Ma se nulla di quanto è ignoto è riprovevole, perché rinviare? Se non vi è nulla da nascondere, alimentare i misteri rinviando spiegazioni, rivela una considerazione della stampa e dell’opinione pubblica particolarmente irriguardosa». E aggiunge: «La libera stampa indipendente è uno dei fondamenti della democrazia per il controllo sull’azione del Governo e per veicolare informazione e dialogo democratico tra i cittadini, non un disturbo nell’azione democratica».

Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una "politica da camera da letto" si passi alla vera politica delle "camere del Parlamento", restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze.
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Il Cavaliere in frenata

L'Italia monocolore può attendere. L'Italia azzurra dalle Alpi alla Sicilia per ora esiste solo nei sogni del presidente del Consiglio. Le elezioni amministrative ci consegnano un Paese palesemente spostato a destra, ma non irrimediabilmente votato al berlusconismo. Da questo voto esce, ancora una volta, un'Italia divisa, frammentata e spaccata in due metà. Il Pdl cresce sul territorio ma non sfonda. Il sogno plebiscitario di Berlusconi svanisce nelle trame oscure della sua personale "Velinopoli". L'onda alta e lunga del berlusconismo si infrange sugli scogli di Casoria e sulle spiagge di Bari. Il Cavaliere ha dichiarato vittoria, ma subito dopo è tornato a parlare della sua vera ossessione - che gli ha fatto perdere voti - ripetendo le accuse di "attacchi eversivi" a Repubblica.

C'è un dato quantitativo, che conferma il mancato sfondamento. E qui il giudizio non può prescindere dai dati di partenza, che erano già di per sé eccezionali. Il centrosinistra si presentava a queste amministrative forte del risultato clamoroso e irripetibile del 2004: aveva vinto 51 province e 26 comuni capoluogo, contro le 9 e 6 rispettivamente conquistate dal centrodestra. Cinque anni dopo, il 6 giugno scorso il centrodestra aveva avviato una promettente rimonta, vincendo il primo turno e battendo il centrosinistra 26 a 14 nelle province e 9 a 5 nei comuni capoluogo.

Quindici giorni dopo, il centrosinistra re-inverte la tendenza, vincendo i ballottaggi e superando il centrodestra 15 a 7 nelle province e 12 a 4 nei comuni. Il quadro complessivo di questo voto locale, dunque, ci consegna un sostanziale pareggio: la maggioranza in carica prevale in 33 province e in 13 comuni, mentre l'opposizione mantiene 29 province e 17 comuni capoluogo. Non proprio un Paese governato ovunque dal monocolore azzurro, insomma. Piuttosto, e ancora una volta, un Paese trasversalmente tagliato a metà, e fortemente polarizzato tra due schieramenti "anelastici", che scambiano flussi nel perimetro interno senza mai valicare quello esterno.

Ma c'è anche un dato qualitativo, che non può essere sottovalutato. Province e comuni capoluogo non si possono solo contare: vanno anche "pesati". Anche da questo punto di vista, benché il Pdl abbia strappato al Pd la provincia di Milano e di Venezia, non si può parlare di "marcia trionfale" del centrodestra. Al Nord il Pd perde terreno, ma mantiene qualche presidio importante: Padova tra i comuni, ma poi anche Torino, Alessandria, Belluno e Rovigo tra le province. Al Centro il Pdl espugna Ascoli e Prato dopo 63 anni, ma nell'insieme la ex "zona rossa" della dorsale appenninica, tra comuni e province, resta saldamente in mano al Pd: da Firenze a Ferrara, da Bologna a Forlì, da Rimini a Parma, da Rieti a Fermo. La stessa cosa vale per il Sud, dove il Pdl conquista Lecce, ma il Pd si riconferma da Bari a Brindisi, da Crotone a Cosenza. Detto altrimenti: al Popolo delle Libertà non riescono più i clamorosi cappotti alla siciliana di qualche tempo fa, mentre al Partito democratico, almeno per ora, sembra evitato lo spettro di vedersi immiserito a quella "Lega dell'Appennino" più volte preconizzata da Tremonti.

Certo, in questo esito ha giocato un ruolo fondamentale l'astensionismo, che si è rivelato la vera novità di una velenosa e accidiosa stagione elettorale italiana. Un astensionismo che prima di tutto ha finito di uccidere il referendum sulla legge elettorale, con il tasso di partecipazione più basso della storia repubblicana, frutto delle troppe strumentalizzazioni cui i quesiti sono stati sottoposti, oltre che della consueta, abusata distorsione dello strumento referendario compiuto in questi decenni. E poi ha condizionato fortemente anche il voto amministrativo: quanti leghisti se ne saranno andati al mare, preferendo l'affondamento del referendum contro la porcata di Calderoli al sostegno del candidato dell'alleanza di centrodestra? Sta di fatto che l'ennesimo fallimento della consultazione popolare impone un ripensamento dell'istituto: se vogliamo salvare questa importante forma di democrazia diretta, piuttosto, eliminiamo il quorum ed alziamo di molto la soglia della raccolta delle firme. Ma di questo ci sarà tempo e modo per discutere. Sul piano politico, questo ciclo di voto si presta ad almeno due considerazioni di fondo.

La prima riguarda la maggioranza. O meglio, il premier. Sembra incredibile, a poco più di un anno dal trionfo del 13 aprile 2008, che aveva consacrato il Cavaliere come uno "statista" baciato dal consenso e aveva cementato una maggioranza con numeri "bulgari" in Parlamento. Eppure è accaduto: la metamorfosi si è compiuta. Il cigno è già un'anatra zoppa. Vulnerata dalla sua stessa, tragica esondazione egotistica, prima ancora che dalla sua drammatica inazione politica. La sovrapposizione delle europee e delle amministrative fotografa la vera novità della fase: l'insuccesso, l'appannamento, la crisi del Cavaliere. Sancita dalle preferenze, che si fermano a quota 2 milioni e 700 mila con la somma dei voti dei due ex partiti (Forza Italia ed An) mentre raggiunsero quota 2 milioni e 900 mila nel 1994 e nel 1999, quando a votarlo era solo il suo partito personale.

Palesata dai consensi a livello locale, e soprattutto a Bari, che per ovvi motivi (l'inchiesta sulle feste nelle dimore berlusconiane) era diventato un test pilota, quasi un referendum. Ebbene, tutto dimostra quanto era già evidente da tempo, e quanto solo i vacui replicanti del premier si ostinavano a non vedere: il torbido terremoto a sfondo sessuale che fa vacillare le mura di Villa Certosa e di Palazzo Grazioli ha un contenuto politico incancellabile, e un impatto sociale innegabile. A destra lo hanno ammesso persino antichi sodali dell'uomo di Arcore, come Marcello Dell'Utri, e lucidi intellettuali vicini al presidente della camera Fini, come Alessandro Campi. Solo i ventriloqui del Re Travicello come Bondi, Cicchitto o Gasparri si ostinano a negare questa evidenza.

La seconda considerazione riguarda l'opposizione. O meglio, il Pd. Il risultato in Puglia, e nelle altre zone dove è stato possibile l'accordo con l'Udc, dimostra che il dialogo con il centro di Casini è forse l'unica via per tentare una riapertura del gioco politico. Per provare a scongelare i due blocchi contrapposti, in una ricomposizione difficile ma forse non impossibile. Nei ballottaggi l'Udc ha adottato la politica dei due forni: in 7 province si è alleato con il centrosinistra, in 10 con il centrodestra. La stessa cosa ha fatto nei comuni, firmando un'alleanza con la sinistra in 3 casi, e con la destra in 7. L'epilogo di questo opportunismo neo-democristiano di Casini dimostra che, dove è stato possibile, l'alleanza con la sinistra ha premiato. E avrebbe premiato persino a Milano, se fosse andato in porto l'accordo per sostenere Penati. Anche questo, in vista del congresso di ottobre che a questo punto non sarà un funerale, impone una seria riflessione, che può utilmente incrociare anche un ragionamento sulla riforma della legge elettorale: in queste condizioni un ritorno sul modello tedesco, proporzionale con la soglia di sbarramento, potrebbe essere una soluzione da valutare, vista anche la disponibilità teorica della Lega.

L'Italia che esce dal voto non è bipartitica, ma resta bipolare. Anche di questo occorrerà tener conto, per definire il profilo di un'opposizione che, mai come ora, ha il dovere di riprofilarsi e di ripresentarsi al Paese come un'alternativa seria, vera, credibile. Di fronte al "complottismo" e alle "teorie cospiratorie" che lui stesso alimenta, il Cavaliere tradisce uno "stile paranoico" (raccontato a suo tempo da Richard Hofstadter) che non promette nulla di buono. Le "scosse" al governo e alla maggioranza sono arrivate. Non c'entravano le spallate giudiziarie. C'entra la politica. E per lui è persino peggio.

MASSIMO GIANNINI
(Repubblica, 23 giugno 2009)
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Buone Idee Portate In Spalla da Brave Persone

Il Centro-Sinistra, rivisitato e modificato dalle alleanze elettorali, mantiene salda la sua posizione di comando all Provincia a Taranto.

Una vittoria che premia un'Amministrazione che ha ben operato ponendo il lavoro, lo sviluppo infrastrutturale, l’ambiente, e le complessive questioni sociali al centro dell’azione di governo, con un bilancio più che positivo.


Un' Amministrazione che ha garantio il diritto alla salute dei cittadini, approvando il ddl che contiene le norme per la tutela dell'ambiente e del territorio e i limiti per le emissioni di diossina e furani, e il diritto al lavoro, o meglio al futuro, stabilizzando 325 precari e fornendo aiuti concreti ai lavoratori della Miroglio (1,4 Milioni di Euro).


Un' Amministrazione che ha cercato di portare sviluppo infrastrutturale con strade e scuole piu' sicure, come la strada provinciale per Santeramo.
Infine, un' Amministrazione che ha risolto la dolorosa questione del puzzo a Laterza.


A Laterza, pero', dobbiamo ricominciare, rinnovando.


Il centro-sinistra deve ripartire con una nuova spinta, facendo riscoprire alla nostra comunita' e a noi stessi la voglia di legalità, il bisogno di rispettare regole e persone, e la voglia di chiarezza, quella chiarezza che unisce ogni comunità.



Insieme dobbiamo imparare che la politica dei favori e delle clientele ammazza qualunque velleità di futuro.


Dobbiamo convincerci insieme che si può ottenere il consenso dei cittadini anche proponendo scelte rigorose e lungimiranti, attente a non consumare tutto, per lasciare qualcosa a quelli che verranno, e a costruire cultura e consapevolezza.



Invitiamo tutta la comunita' a “fare politica” insieme a noi, intesa come servizio reso alla comunità sempre orientato al bene comune, un servizio che dà precedenza agli interessi di tutti, non condizionato da interessi di parte o personali;


Invitiamo tutti a recuperare insieme a noi il senso di vitalità del “fare politica” intesa come laboratorio dove far nascere e sperimentare nuove idee per il generale progresso sociale.


La politica e' di tutti e non è pensabile delegarla a chi pensa di esercitarla come una professione.


Vogliamo creare a Laterza un gruppo di Brave Persone Capaci di Portare In Spalla Buone Idee.
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Consiglieri eletti Provincia di Taranto

Spulciando nei singoli collegi dal sito ufficiale del Ministero dell'Interno, si estrapolano i seguenti Consiglieri eletti nei vari Comuni (per ciascuno si indicano il posto occupato nella classifica provinciale e il rispettivo partito di appartenenza, insieme alla percentuale di voti al primo turno nel rispettivo collegio):

CAROSINO-Monteiasi-Montemesola-Monteparano
Carrieri Costanzo (7° PD 23,35%)
Sampietro Cosimo (1° Io Sud 11,82%)
Longo Giovanni (1° Comunisti Italiani 10,32%)

CASTELLANETA-Palagianello
Gugliotti Giovanni Francesco (3° PDL 33,87%)

CRISPIANO-Martina Franca
Conserva Michele (1° Lista Florido 20,82%)

GROTTAGLIE
Santoro Michele (2° PDL 34,76%)
Mancarelli Giampiero (2° PD 27,47%) Collegio Grottaglie II-San Marzano
Caprino Antonio (1° UDC 16,80%) Collegio Grottaglie II-San Marzano

GINOSA
Pardo Augusto (6° PDL 31,18%)
Galeota Marta Teresina (6° PD 23,78%)

LATERZA-Castellaneta
Cristella Giuseppe (1° PDL 46,64%)

MANDURIA
Punzi Bartolomeo Maria (1° PD 27,54%) Collegio Manduria II - Avetrana
Massaro Francesco Saverio (3° PD 26,30%)
Lariccia Cosimo (2° UDC 11,63%)

MASSAFRA
Tamburrano Marino Carmelo (4° PDL 32,23%)
Miccolis Vito Antonio (5° PD 24,32%)

MOTTOLA-Palagiano
Lattarulo Angelo Raffaele (5° PDL 31,66%)
Pinto Luigi (4° PD 24,75%)
Gentile Franco (1° Rifondazione Comunista 9,77%)

PALAGIANO-Massafra
Catiglia Gaetano (1° La Puglia Prima di Tutto 19,17%)

PULSANO-Leporano
Laterza Luigi (7° PDL 26,41%)
Pavone Domenico (2° Lista Florido 15,78%)

SAN GIORGIO JONICO-Roccaforzata
Venneri Angelo Cosimo Raffaello (1° Tarantino Presidente 16,41%)
Grimaldi Giorgio (1° Sinistra Unita 11,46%)

STATTE-Taranto
De Gregorio Luciano (8° PD 23,25%)

TARANTO
Cito Mario (1° Lega d'Azione Meridionale 39,12%)
Cito Antonella (2° Lega d'Azione Meridionale 31,79%)
Scialpi Lucia (3° Lega d'Azione Meridionale 28,60%)

Vanno aggiunti:
Rana Domenico (Candidato Presidente)
Fisicaro Emanuele (Candidato Presidente)
Tarantino Giuseppe (Candidato Presidente) [a questo riguardo va detratto un seggio ad uno dei gruppi della rispettiva coalizione come composta al primo turno elettorale, ossia ad uno dei gruppi: UDC, Io Sud, Tarantino Presidente, Lega d'Azione Meridionale]

Ovviamente, in base ad eventuali assessorati, potranno "scattare" i primi non eletti nei diversi partiti.

Si noti l'assenza di consiglieri in collegi con maggiori elettori del nostro, quali Martina Franca (2 collegi!), Sava, Lizzano-Torricella, e la presenza di 3 soli eletti a Taranto, tutti facenti parti della "Lista Cito". Viceversa collegi con un numero di elettori paragonabili al nostro (da 15.000 a 20.000) hanno avuto 2-3 eletti, come nei casi di Mottola, Carosino, Ginosa, Pulsano e San Giorgio Jonico.
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lunedì 22 giugno 2009

Risultati definitivi Collegio di LATERZA-Castellaneta

Elettori 16.184



I turno II turno
Votanti 11.896 73,50% 8.524 52,66%
Schede bianche 353 2,96% 200 2,34%
Schede nulle 458 3,85% 190 2,22%
Schede contestate e non assegnate - - - -


Sezioni scrutinate 19 su 19



Candidati presidente e gruppi Voti II turno % Voti I turno %

RANA DOMENICO
5.398 66,36 6.442 58,11

IL POPOLO DELLA LIBERTA'
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
CRISTELLA GIUSEPPE
eletto

5.098 46,64

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
PERRONE FRANCESCO



978 8,94

LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE
LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE
DE MEO GIOVANNI PIETRO



104 0,95

MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE
MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE
PAPAPIETRO CARMINE



102 0,93

LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA
LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA
GENTILE ANTONIO



67 0,61

FIAMMA TRICOLORE
FIAMMA TRICOLORE
RAFFAELE DOMENICO


21 0,19

LEGA D'AZIONE MERID.
LEGA D'AZIONE MERID.
LOMASTRO FRANCESCO


17 0,15

LA DESTRA
LA DESTRA
VILLANI MICHELE



14 0,12

U.D.EUR POPOLARI
U.D.EUR POPOLARI
COLAMARIA GIOVANNI



5 0,04

PSDI-PRI
PSDI-PRI
MELE FRANCESCO



3 0,02

ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA'
ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA'
COLACICCO VITO



3 0,02


Totale


6.412 58,66

FLORIDO GIOVANNI
2.736 33,63 2.443 22,03

PARTITO DEMOCRATICO
PARTITO DEMOCRATICO
CASSANO VITO



1.995 18,25

UNIONE DI CENTRO
UNIONE DI CENTRO
FRIGIOLA FRANCESCO


841 7,69

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
CIRIELLI ARCANGELO


538 4,92

PART.PENS.
PART.PENS.
ANZILLOTTA SANTO


292 2,67

LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE
LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE
MISANO GIUSEPPE


213 1,94

IO SUD
IO SUD
MONTARULI ANTONELLO


172 1,57

SINISTRA UNITA
SINISTRA UNITA
VAREGLIANO ANNAMARIA



150 1,37

FED.DEI VERDI
FED.DEI VERDI
SOLAZZO BASILIO



85 0,77

COMUNISTI ITALIANI
COMUNISTI ITALIANI
GIGLIOBIANCO GRAZIA VITA



75 0,68

RIFONDAZIONE COMUNISTA
RIFONDAZIONE COMUNISTA
GENTILE FRANCO



60 0,54

LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE
LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE
SCARATI ANTONIO


33 0,30

LISTA FLORIDO
LISTA FLORIDO
ARCADIO ANNAMARIA



30 0,27

LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO
LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO
BOSCO SILVANO


9 0,08

LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO
LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO
CIOTOLA ROSA


7 0,06

LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE
LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE
D'AURIA DOMENICO



5 0,04


Totale


4.505 41,22

TARANTINO GIUSEPPE

1.398 12,61

FISICARO EMANUELE

787 7,09

RIZZELLO POMPILIO CESARE


15 0,13

SUD LIBERO
SUD LIBERO
SCIALPI EUPREPIO



12 0,10

Totale voti ai candidati presidente 8.134
11.085
Totale voti ai gruppi

10.929


Dato aggiornato alle ore 22:37 del 22/06/2009
  • LE LETTERE INDICANO I GRUPPI CHE AL PRIMO TURNO ERANO COLLEGATI AL CANDIDATO CONTRADDISTINTO DALLA STESSA LETTERA

I dati degli altri collegi, con l'indicazione dei consiglieri eletti, potete dedurli dal sito ufficiale del Ministero dell'Interno
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Risultati definitivi Provincia di TARANTO



Elettori 502.137



I turno II turno
Votanti 321.694 64,06% 210.769 41,97%
Schede bianche 11.131 3,46% 4.652 2,20%
Schede nulle 13.768 4,27% 5.404 2,56%
Schede contestate e non assegnate 133 0,04% 9 0,00%


Sezioni scrutinate 546 su 546




Candidati presidente e gruppi Voti II turno % Voti I turno % Seggi

FLORIDO GIOVANNI eletto 104.133 51,88 100.614 33,91

PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO


52.055 18,35 8

LISTA FLORIDO LISTA FLORIDO


17.744 6,25 2

UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO

17.650 6,22 2

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

10.708 3,77 -

IO SUD IO SUD

9.694 3,41 1

LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE

8.080 2,84 1

RIFONDAZIONE COMUNISTA RIFONDAZIONE COMUNISTA


7.115 2,50 1

SINISTRA UNITA SINISTRA UNITA


6.770 2,38 1

COMUNISTI ITALIANI COMUNISTI ITALIANI


6.164 2,17 1

FED.DEI VERDI FED.DEI VERDI


4.469 1,57 -

LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO

3.867 1,36 -

LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO

3.805 1,34 -

PART.PENS. PART.PENS.

1.561 0,55 -

LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE


1.298 0,45 -

LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE

1.187 0,41 -


Totale


152.167 53,64 17

RANA DOMENICO
96.571 48,11 103.303 34,82

IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA'


59.085 20,82 7

LEGA D'AZIONE MERID. LEGA D'AZIONE MERID.

29.949 10,55 3

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO


12.876 4,53 1

LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE


8.363 2,94 -

ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA' ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA'


7.136 2,51 -

LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA


4.236 1,49 -

MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE


3.410 1,20 -

LA DESTRA LA DESTRA


3.020 1,06 -

U.D.EUR POPOLARI U.D.EUR POPOLARI


1.410 0,49 -

FIAMMA TRICOLORE FIAMMA TRICOLORE

1.099 0,38 -

PSDI-PRI PSDI-PRI


235 0,08 -

LISTA LOCALE - RIFONDAZIONE DC - MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI LISTA LOCALE - RIFONDAZIONE DC - MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI


211 0,07 -


Totale


131.030 46,19 11

TARANTINO GIUSEPPE

70.617 23,80

FISICARO EMANUELE

21.572 7,27

RIZZELLO POMPILIO CESARE


556 0,18

SUD LIBERO SUD LIBERO


476 0,16 -

Totale voti ai candidati presidente 200.704
296.662

Totale ai gruppi

283.673
28

Seggi spettanti al consiglio 30


Dato aggiornato alle ore 22:37 del 22/06/2009
  • LE LETTERE INDICANO I GRUPPI CHE AL PRIMO TURNO ERANO COLLEGATI AL CANDIDATO CONTRADDISTINTO DALLA STESSA LETTERA
  • CANDIDATI A PRESIDENTE ELETTI CONSIGLIERI RANA DOMENICO, FISICARO EMANUELE
  • VA DETRATTO UN SEGGIO AD UNO DEI GRUPPI DELLA COALIZIONE, COME COMPOSTA AL PRIMO TURNO ELETTORALE PER IL CANDIDATO PRESIDENTE TARANTINO GIUSEPPE
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La “dolce vita” della provincia

Arrestate all'alba di ieri 13 persone per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento. Tra le lucciole anche una minorenne. Ai domiciliari un poliziotto. L'accusa: avrebbe procurato clienti alla baby prostituta
“Fare un servizio”, “prendere un caffè”, “la partita di calcio”, “una pizza veloce”: erano queste le frasi per comprare un'ora con una donna, a volte anche con una ragazza minorenne. A smantellare un vasto giro di prostituzione sono stati i Carabinieri che con un blitz hanno arrestato tredici persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Taranto Giuseppe Di Sabato su richiesta del pm Matteo Di Giorgio. Sono accusate, a vario titolo, di usura, estorsione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L'operazione, denominata "Dolce vita", si è sviluppata tra Laterza, Massafra e Palagiano.A far venire a galla il giro di prostituzione sono state le stesse donne implicate, stufe di essere sfruttate. Dalle indagini così è emerso che tra le cinque lucciole vi era anche una minorenne di Castellaneta. Tra gli arrestati ai domiciliari vi è anche un poliziotto in servizio a Bari, si tratta di Michele Scarati. L'indagine è partita nel 2006 quando i Carabinieri della Compagnia di Castellaneta ricevono la denuncia di un giro di prostituzione del quale facevano parte alcune donne residenti nel comune di Castellaneta. Le donne confessano di essere costrette a prostituirsi nelle macchine dei clienti, a volte in alberghetti della zona, per cento euro l’ora. Ad approfittare gratis delle donne anche amici intimi e procacciatori. Le indagini confermano le ipotesi più squallide avanzate dai carabinieri agli ordini del maresciallo Vincenzo Quero: alcune di essere erano indotte nell’illecita attività da altre prostitute o dai loro compagni conviventi, che questi ultimi assumevano il ruolo di veri e propri sfruttatori. Al vertice dell'organizzazione che sfrutta in quegli anni la minorenne, il compagno della ragazza, Massimo Castellano di 38 anni. Collaboratori dell'uomo erano Michele Scarati di 36 anni (più volte definito come “Michele il poliziotto”), Domenico Basile (guardia giurata di mestiere) di 38 anni, Paolo Clemente di 53 anni Massimo Gannulli di 50 anni Leonardo Resta di 44 anni e Luca Vinella di 27 anni. Altri clienti, i più fidati, facevano i procacciatori fornendo agli amici numeri telefonici utili utilizzando frasi in codice come “fare un servizio”, “prendere un caffè”, “la partita di calcio”, “una pizza veloce”ma a volte anche esprimendosi in modo chiaro.Incrociando le indagini i carabinieri hanno scoperto un altro giro di prostituzione oltre a quello in cui era sfruttata la minorenne. A gestirlo questa volta una donna, Carmela Sollazzo di 39 anni. Conosciuta nel giro come Leila, Lena o Giulia con il suo convivente Francesco Carpignano anche lui di 39 anni e il poliziotto in servizio a Bari, Michele Scarati sfruttavano e favorivano per l'accusa un vasto giro di prostitute.Le indagini hanno portato a scoprire anche reati di usura ed estorsione ai danni di una prostituta. Arrestati per questo motivo Enrico Sollazzo, Fabio Porceddu e Orazio Battista. I tre avrebbero prestato ad una prostituta in difficoltà economiche 1500 euro per poi chiedere interessi del 370%. Gli ultimi due avrebbero anche preso in pegno alcuni gioielli della donna e minacciato di venderli nel caso di mancato pagamento. In manette anche Umberto Rizzo. Il ventenne è accusato di avere gestito due prostitute. Un vasto giro quello smantellato dai Carabinieri che fa luce sulle ombre della provincia.

dal » Corriere del Giorno
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domenica 21 giugno 2009

L'arcivescovo: faccia chiarezza con i fatti

Sulle ultime polemiche che riguardano il Presidente del Consiglio, ed in aggiunta alla posizione estremamente critica di don Paolo Farinella, proponiamo l'intervista a Mons. Carlo Ghidelli, arcivescovo di Lanciano e Ortona nonché biblista di fama internazionale, un uomo abituato a parlare con chiarezza evangelica, senza veli curiali.


Che ne pensa, eccellenza?
«Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere».

Ma la distinzione tra sfera privata e sfera pubblica? C’è chi dice: il governante si giudica per come governa, il resto riguarda la sua coscienza…
«Le dirò, in un caso simile questa distinzione non mi garba. Perché il premier è una persona pubblica, ha responsabilità pubbliche. Certo: una cosa è il rapporto, assolutamente personale, che ha con la sua coscienza e con Dio, se in lui c’è ancora un’apertura al trascendente. Perché, come si dice, se uno non vive come crede finisce col credere come vive...».

E allora?
«E allora ciò non toglie che di fronte al popolo abbia il sacrosanto dovere di smentire le accuse, le chiacchiere, i gossip o come li vogliamo chiamare contro di lui. E il popolo abbia il diritto di avere chiarezza».

Anche «Avvenire», in effetti, chiedeva facesse chiarezza «al più presto »…
«Appunto. E secondo il mio parere personale, che non vuole assolutamente andare contro altri, aggiungo che non si tratta di una cosa desiderabile o auspicabile. E’ assolutamente necessaria. Io non mi appello alla sua coscienza ma al suo dovere di cittadino eletto e messo a capo del governo ».

Ma che dovrebbe fare, in concreto, Berlusconi?
«Ciò che lui stesso ha promesso anche l’altro giorno: portare le prove contro queste voci. Smentire le accuse sul suo conto: ma con dei fatti, non solo a parole. Quando uno occupa quel posto, non si può dire che gli affari privati siano un problema suo. Ripeto: è una persona pubblica. Io come vescovo devo rispondere al Papa e al popolo di Dio. Lui, come premier, ha il dovere di rispondere alla gente che lo ha eletto, all’opinione pubblica».

E non basta ciò che fa come premier?
«E’ chiaro che per il suo ruolo debba rendere ragione della ricerca del bene comune, della salvaguardia della democrazia sostanziale e così via. Ma anche qui: ormai la cosa è diventata pubblica. Come può, in questa situazione, esercitare il suo compito in modo sereno ed efficace? Ci sono tanti equivoci e anche per lui è meglio dissolverli».

Nei giorni dell’assemblea generale dei vescovi, in pieno caso Noemi, tra di voi ne avete mai avete parlato?
«No, per la verità no».

Ma a lei tutte queste «voci» che effetto fanno?
«Mi richiamano un problema generale: la caduta delle evidenze etiche. Sa, ho qualche dubbio sul fatto che la gente sia turbata. Temo che pure fra la nostra gente vacilli il sostegno di un giudizio etico forte, sicuro. Viviamo in una società nella quale è bravo chi ha fatto i soldi, ha successo, sa attrarre l’attenzione degli altri. Magari c’è chi pensa: beato lui che è diventato ricco, che ha fatto carriera, eccetera. Questi sono gli pseudovalori su cui si giudica. Ho paura che la gente non si scandalizzi. E non vorrei si pensasse a una Chiesa connivente».

In che senso?
«Qui non è questione di offendere né di mancare di carità verso nessuno. Solo di esigere chiarezza. Deve avere il coraggio di parlare. Pensi a cosa è successo più volte negli Usa: perché in Italia dovrebbe essere diverso? ».

Perché qui non ci si scandalizza?
«Torniamo agli pseudovalori che portano a giustificare tutto. Il denaro, il potere, il successo. Gesù è stato tentato su questo, dal diavolo, nel deserto: avere, potere, valere…».

Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera - 21 giugno 2009

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Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

Mi è stata segnalata questa interessante e approfondita riflessione sulle prospettive di Berlusconi e del "berlusconismo", alla luce delle ultime vicende. La propongo integralmente per integrare e completare il punto di vista, affatto compiacente, da parte di certa Chiesa cattolica, espresso nell'altro mio post ed anche in quest'altro. Ritengo possano essere ottimo stimolo anche per qualche esponente di centro-destra, che sicuramente consulta il Blog del PD.
Mi permetto inoltre di evidenziare in grassetto alcuni "passaggi chiave", a mio parere suscettibili di critiche e/o approfondimenti...

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

Figurarsi, pensa lo stolto, con l’estate alle porte, l’anziano libertino (“rattuso” in napoletano) starà visionando i book delle nuove Noemi da portarsi a Villa Certosa e i famigli (chissà se lo fanno di persona Gasparri, Cicchitto, Bondi…) staranno già caricando le casse di champagne sui voli di Stato e chiunque non crede, obbedisce, combatte è comunista. Nella chiusura della campagna elettorale, a Cinisello Balsamo, un Berlusconi particolarmente iracondo ha insultato così chi lo contestava prima di inscenare la solita gag compiacente sulle signore presenti: “Siete dei poveri comunisti. Vergogna!” Non è così, ha ricordato il quotidiano della CEI. Esiste un’opinione pubblica che magari ha votato per Berlusconi, che non è certo manipolata da Marco Travaglio e Rupert Murdoch (che, uomo di destra, agirebbe per ripicca, sic!) e considera Vauro blasfemo, ma non è così evoluta da accettare questo simulacro della realtà. Non è pronta, semplicemente, ad accettare un primo ministro e un governo (prima ancora che un paese) che va a puttane e dove alle feste, in mancanza di farina, non resta che affiancare la forca.

No, Silvio non può più stare a pettinare le veline. E Berlusconi non è uomo da arrendersi senza combattere. Per anni, dalla bicamerale in avanti, il centrosinistra si è illuso come Chamberlain a Monaco di poterlo contentare, limitare, addomesticare, sostenendo perfino che l’antiberlusconismo non paghi. Ma adesso Berlusconi, che un paio di mesi fa sembrava avere i colli fatali di Roma ai suoi piedi e che invece oggi teme di vivere un 24 luglio prolungato e si guarda le spalle tra i suoi alla ricerca del Bruto che sferrerà la prima coltellata, sa che non se la caverà con un Minzolini compiacente, con un Ghedini troppo cinico da ragliare quell’agghiacciante utilizzatore finale come sinonimo di “puttaniere” oppure tagliando qualche nastro all’Aquila o magari facendo le corna a Barack Obama al G8. La vicenda Mauro a Strasburgo lo conferma. Qualcuno dotato di senno può sostenere che ci sia un complotto franco-polacco o del PPE contro Berlusconi? Semplicemente il nostro capo del governo non aveva l’autorevolezza per imporre il proprio uomo.

Per resistere Berlusconi deve ricostituire quel consenso con i poteri fattici, la CEI, la BCE, Confindustria, senza il quale né le maggioranze bulgare di cui dispone in parlamento più che nel paese né l’infinita capacità corruttiva che lo caratterizza possono bastare. Altrimenti Mario Draghi, Gianfranco Fini o chi per loro, eletti o meno ma con la stessa maggioranza e blocco sociale, potrebbero davvero fare quel governo del fare che l’uomo del fare non è stato capace di fare mentre naufragava negli ozi di Capua (o Villa Certosa o Palazzo Grazioli o dove vuole, anni fa un magistrale pezzo di Luigi Pintor aveva calcolato che solo nelle ville in Sardegna Berlusconi possedesse 77 cessi), rimuovendolo senza neanche promuoverlo al Quirinale.

Ci siamo baloccati per anni a pensare che purtroppo gli italiani sono così, che amano Berlusconi e che l’invidiano nel senso buono del termine: vorrebbero essere come lui, con Noemi sulle ginocchia, Patrizia che l’aspetta in camera da letto e Apicella che fa finire tutto a tarallucci e vino. E invece mai come in questo momento la distanza tra Silvio e gli italiani è stata così siderale. L’uomo dei 77 cessi o delle 77 chirurgie plastiche è altrove, pensa a sé come neanche al tempo delle leggi ad personam e può solo nascondere le rughe del paese: “la crisi è percepita, spendete” blatera da mesi copiando George Bush del post-11 settembre. Sappiamo come è finita nelle strade d’Iraq e in quelle statunitensi e già oggi non basta più la censura né sulla crisi né sui ginecei. La crisi economica non può essere esorcizzata col silenzio e non un ricco qualsiasi ma il “presidente del fare” non può passare di festa in festa con costumi che non solo la maggioranza cattolica del paese considera disdicevoli.

L’argine è rotto. Da una parte “l’Espresso” fa flop con foto dove nulla di rilevante penalmente si vede e dove neanche si dà soddisfazione al voyerismo dell’antiberlusconismo più irriflessivo. Dall’altra parte in compenso entra in scena un faccendiere come Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che avrebbe speso 100.000 Euro al mese per la villa accanto a Villa Certosa per ingraziarsi il primo ministro. Sembra un personaggio da fiction per lo squallore che emana. Poi spunta una Patrizia D’Addario, una Barbara Montereale… Nelle foto di questa poveretta senz’arte né parte c’è tutta una visione di mondo: gli abbracci a Flavio Briatore, Fabrizio Corona, Emilio Fede come carta d’identità. Basterà il racconto della poveretta in questione sul re taumaturgo che le dona 10.000 Euro per lenire i danni?

berlusconi_imperatore Non basta più, ma s’illude chi può pensare che le soluzioni alla crisi possono essere cercate al di fuori del regime, magari in un’opposizione che resterà allo sbando a lungo e dove perfino Francesco Rutelli si concede all’antiberlusconismo in assenza totale di altre idee. Al più si stanno accelerando i tempi per quel berlusconismo senza Berlusconi che la biologia comunque avvicina. Ma ad oggi è ancora il padrone di Mediaset quello che dà le carte e che ora deve passare alla controffensiva non con le stesse armi tristi ma efficaci del gruppo “L’Espresso” (foto di Di Pietro a Montenero di Bisaccia? Rivelazioni sulla vita sessuale di Franceschini?), ma governando il paese e ricostituendo il consenso scalfito che le urne due settimane fa ci hanno detto essere limitato a un italiano su tre tra quanti si sono presi il disturbo di andare a votare. Per resistere e rilanciare ci sono almeno tre fronti dove il primo ministro, per dimostrare di essere ancora in arcione, si deve esercitare subito, presto e bene. Uno di questi è coperto, sugli altri due dovrà giocare alla luce del sole e non sarà facile.

Il primo fronte è quello del segreto. Non basta più neanche la legge sulle intercettazioni per rassicurare il primo ministro. Quanta gente è in grado di ricattare il primo ministro? Non parlo di accompagnatrici occasionali come Patrizia D’Addario o dal ruolo ancora incerto come Noemi Letizia. Di quanti avvocati Mills comprati con 600.000 sterline è disseminata la carriera di Berlusconi? Quanti Gianpaolo Tarantini allietano la vita di Berlusconi? All’apice del successo poteva convenire loro star zitti ma al momento della frana potrebbero tornare all’incasso o pensare che convenga loro parlare. Quanti “eroi” come Vittorio Mangano sono stati finora in silenzio ma da domani potrebbero tornare a ricattare il signor B.?

Può fidarsi di servizi segreti che hanno permesso che Villa Certosa e Palazzo Grazioli diventassero un colabrodo? Forse non è a rischio l’incolumità del capo del governo, chi può volergli male? Ma anche un primo ministro che ha fondato la televisione commerciale in Europa quanto può resistere vivendo come fosse nella casa del “Grande fratello”? E soprattutto Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco e più potente d’Italia o è solo l’uomo più ricattabile?

Sciolto, non si sa come, questo primo ineludibile nodo, Berlusconi dovrà passare al contrattacco alla luce del sole. Verso la chiesa cattolica e verso quella parte di consenso di massa e per scelta che vanta ma verso i quali ha potuto poco: le piccole e medie imprese, le partite IVA. Sono i punti due e tre del piano di uscita dalla crisi personale in cui si è cacciato. Se riprendere i deliri dell’epoca della povera Eluana Englaro e convertirli in legge sul testamento biologico sarebbe economicamente a costo zero, gli altri punti del prezzo da pagare alla CEI per chiudere un occhio su una vita libertina poco consona a un politico devoto, ha invece un costo altissimo: scuole cattoliche e sostegno alle famiglie.

Sulle scuole ha sguinzagliato Mariastella Gelmini (leggete questo magistrale Geppino Aragno) in rampa di lancio per succedere a Roberto Formigoni come governatore della Lombardia, con in testa una sola idea meravigliosa: togliere alla scuola pubblica per dare alla privata. Non è facile, perché se l’obbiettivo è quello di fare uscire le private da un mercato di nicchia e farle diventare come da programma un’alternativa reale alla pubblica istruzione i costi, economici prima che politici, divengono altissimi, e aprono dossier sindacali inestricabili. Finora i tagli (come se fosse poco) hanno inciso sulla qualità dell’educazione e sul destino dei giovani precari. Difficile ma necessario andare oltre.

Ancora peggio va sul fronte quoziente familiare e simili. Una cosa sono le parole o fare le scampagnate al family day e un’altra sono politiche vere di sostegno alle famiglie e alla natalità (basterebbe guardare alla Francia) che costano punti del PIL. E ancora più difficile è il punto tre, accontentare le piccole e medie imprese, il popolo delle partite IVA che per Berlusconi ha votato in massa e che non può più essere tenuto a freno solo aizzandolo contro gli immigrati o chiudendo gli occhi sull’evasione fiscale. Adesso per non mugugnare si aspettano una politica robusta ed espansiva, detassazioni, aiuti fiscali, una spallata alle banche che avranno pure resistito meglio di quelle straniere alla crisi ma solo perché conservative e incapaci di aiutare il paese quando ne ha bisogno. E’ quello che si è fatto all’estero e che Berlusconi ha creduto di poter solo fingere di fare.

Soldi, soldi, soldi, Berlusconi per venir fuori dalla casa del Grande fratello ha bisogno di montagne di soldi per governare davvero. Dovrebbe avere una visione di futuro come quella di Barack Obama e soprattutto dovrebbe convincere Giulio Tremonti a trovare le risorse senza far esplodere conflitti sociali irrisolvibili. Forse è vero, la stagione di Silvio Berlusconi sta per finire. Ma è difficile che per l’Italia ci sarà un lieto fine di feste e belle ragazze.

Gennaro Carotenuto

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sabato 20 giugno 2009

Senza peli sulla lingua

A parole siamo tutti d'accordo. Ma poi appena dobbiamo mettere in pratica quello che diciamo scoppiano le contraddizioni tra il dire e il fare.
Domenica e lunedi si vota per i ballottaggio (Rana e Florido) e i referendum elettorali, un esercizio per verificare se i fatti (il voto) confermano le parole (tante).

Votare Rana o votare Florido non è la stessa cosa. Se votiamo Rana facciamo un tuffo nel buio "fitto" che ha creato il sottobosco delle devianze sociali, ambientali ed economiche della nostra provincia. In quello schieramento trovate le responsabilità e gli uomini dell'ultimo ventennio jonico. Tra l'altro Rana, persona squisita e gradevole, sembra intontito e incapace di rendersi conto di tutto quello che è accaduto. Gli stessi "rampantini" del Pdl sono i figliocci e le seconde linee dello sfascio. Incapaci di capire la quesione ambientale di Taranto, inesistenti nel fare pulizia al loro interno anzi hanno difeso strenuamente tutti i delinquenti politici che si sono avvicendati all'asl ta/1 e al comune di Taranto. Sono gli stessi che hanno avversato "ideologicamente" e strumentalmente un nuovo modello di sviluppo (parco delle Gravine) che si affiancasse alla monocoltura industriale. Sono così avidi di potere che senza battere ciglio hanno fatto il patto con il diavolo (Cito).
Voterò Florido perché comunque rappresenta un' idea di politica e di amministrazione provinciale più confacente ai bisogni ed è più adatto ad affrontare le priorità joniche. Sono convinto che gli errori che ha commesso (ecessiva personalizzazione di sè, enfasi della partitocrazia, squlibrio territoriale) lo hanno migliorato perchè li ha riconosciuti e superati.
E' caduto più volte e si è rialzato. Adesso deve dare continità alla sua campagna elettorale e con molta umiltà deve ripartire individuando priorità e uomini adeguati per riannodare i territori e le speranze di un nuovo centrosinistra jonico.

Voterò si a tutti e 3 i quesiti referendari perchè sono contro “libertinizzazione” della politica voluta da Berlusconi che ha imposto le liste bloccate e il parlamento "inutile". Il referendum è una provocazione che non risolve i problemi ma mette il pepe sulla coda di tutti quei partiti che guardano al personale e non al generale interesse del paese.

Detto ciò concludo confessandovi la mia speranza affinchè Laterza, Taranto, la Puglia e il Sud sfornino nuove classi dirigenti capaci di assumere la rappresentanza del territorio con metodi, programmi, idee nuove alternative alla rozza e violenta Lega Nord. Questo sarà possibile solo se il pensiero cattolico riprende la sua elaborazione ed autonomia, affinchè i valori cristiani ritornino ad essere la bussola per orientare la società italiana.
Non ci resta che aspettare preparandosi, ma anche (Veltroni non lo dimentico) prepararsi aspettando.
Franco Catapano
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venerdì 19 giugno 2009

Questa sera alle ore 21, in piazza Vittorio Emanuele, comizio dei candidati laertini a sostegno della riconferma di Gianni Florido alla Presidenza della Provincia di Taranto
Interverranno :

- il Consigliere Regionale dott. Paolo Costantino;
- l’on. Giuseppe Tarantino;
- il prof. Emanuele Fisicaro;
- Il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!

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giovedì 18 giugno 2009

“Chi è Patrizia Daddario?

“Chi è Patrizia Daddario? È una donna, è un simbolo, è un’opportunità ma è anche un incubo.
Un incubo che si concretizza: la perfetta adesione al modello di rappresentanza femminile in una politica ormai dilagante. Un modello da tempo tra noi temuto, ipotizzato ma mai seriamente combattuto sempre macerate dai tanti distinguo.
Ricordo discussioni infinite tra: è meglio nessuna donna in politica o una donna cretina in politica?
Abbiamo sprecato energie ed intelligenze in estenuanti battaglie sempre interne, e ci siamo coperte il capo di cenere quando gli stessi uomini di partito ci rinfacciavano l’incapacità e fare squadra: neanche le donne votano le donne!!! ( Ma neanche gli uomini votano gli uomini tout court)
E mentre noi discutevamo, fiere della nostra differenza, sempre impegnate nel rivendicare le nostre qualità ed i nostri “distinguo“ è arrivato Berlusconi che ha dato forma e legittimità ad uno dei nostri peggiori incubi.
La donna clone di un uomo, o meglio la donna prestanome.
Come quelle vecchine pensionate poverissime detentrici di spettacolari patrimoni. Appunto prestanome!
Donne prestanome di una politica di donne!
Svuotate dal di dentro, mantengono solo una esteriorità sempre più uniformata al vero proprietario, così bene illustrato dal magnifico lavoro di Lorella Zanardo “Il corpo delle donne”.
Bocche, seni, glutei, nulla di più innaturale ed offensivo per chi cerca di non uniformarsi. Caricature spacciate per vera bellezza a cui, in un delirio collettivo, molte di noi cercano di uniformarsi. A chi negare, dopo l’aiutino, un ritocchino?
Patrizia Daddario ci ha fatto comprendere (ma forse lo abbiamo sempre saputo) che il successo di una donna, economico, imprenditoriale ed adesso politico, passa per il letto del signore.
Sapevamo di ex mogli, segretarie e colf, accontentate con un posto in Parlamento, adesso siamo arrivate alla ricompensa per il soddisfacimento delle necessità erotico/sessuali.
Donne prestanome: C’è bisogno di donne in politica? Le sceglie il feudatario, c’è bisogno di rispettare le quote rosa? Le seleziona il signore!
Attendiamo con ansia un nuovo disegno di legge: le poche sfuggite alla durissima selezione ed ugualmente elette , dovranno, prima della proclamazione, sottoporsi allo Ius Primae Noctis.
Potranno insediarsi solo successivamente!
Attendiamo quindi un approfondimento giornalistico, con l’esclusiva presenza dell’avvocato Ghedini che chiarirà l’esigenza di una legge del genere per non creare rancori tra le elette.
Che abisso di vergogna. Vergogna per la qualità di questa politica.
Una Patrizia Daddario inconsapevole scopre il gioco della presenza delle donne nella liste. Non importa chi tu sia e cosa tu abbia fatto, l’importante è essere “appetibile” e rispondere al capo.
E noi quando decideremo di dire Basta?
Una donna l’ha fatto ed ha immediatamente subito il gioco al massacro: prima il discredito, poi la propria immagine sbattuta nuda sulla copertina di un quotidiano di proprietà del Signore con un esplicativo titolo su la sua perfetta omogeneità al modello da lei contestato.
Diciamo basta e troviamo insieme, attraverso quei meravigliosi sentimenti di condivisione di cui siamo così esperte, la maniera più efficace per opporci”.

Magda Terrevoli
presidente della commissione Pari opportunità della Regione Puglia.
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Confronto tra Florido e Rana

Come è noto, l’offesa, la menzogna e la violenza sono state le componenti che hanno ispirato e continuano ad ispirare la campagna elettorale dell’On. G. Cito, a sostegno della candidatura del Prof. D. Rana a Presidente della Provincia di Taranto, per il Centro Destra.

Dall’altra parte, per il Centro Sinistra, a sostegno della candidatura di G. Florido, una campagna elettorale condotta con serenità e nel rispetto delle idee altrui, basata sulle cose fatte negli ultimi cinque anni di Amministrazione Provinciale e dalle cose che si intendono fare nel prossimo futuro.

Questi, i primi due segni distintivi che caratterizzano i differenti modi di intendere la politica e il rapporto con i cittadini.

Poi c’è il problema della legalità, della trasparenza e delle competenze.

Da un lato L’On. Cito condannato dalla giustizia, privo di ogni etica politica e valore morale, attraverso sue emittenti televisive, si rivolge ai cittadini, per ventiquattro ore al giorno insultando senza ritegno, senza contraddittorio e contro ogni principio democratico.

Inoltre non va sottaciuta, più che la pubblicità ingannevole, la falsità imputabile a Cito, poichè si presenta ai cittadini come candidato, quando invece ad essere investito della candidatura, è il figlio.

Taranto non merita tutto questo, non può tornare indietro!

Dall’altro lato, invece il Presidente Florido riporta il dibattito politico sulla chiarezza nell’approccio ai cittadini, sulla trasparenza degli atti amministrativi della sua gestione e sulle linee programmatiche.

Inoltre messe a confronto la gestione Florido e la gestione Rana in ordine alle attività e opere realizzate, emerge la grande differenza dei due modelli politici adottati, di cui gli elettori debbono essere informati per votare il candidato più giusto.

Infatti, pur riconoscendo all’amministrazione Rana l’impegno per l’università, tuttavia dalle cifre dei bilanci, emerge, in maniera evidente, come l’amministrazione Florido abbia dato priorità sia a quei programmi per lo sviluppo socio-economico del territorio, come strade, infrastrutture e progetti di politica sociale, sia all’istruzione dei giovani, con le opere di costruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici scolastici oltre che per l’università.

Nel dettaglio si riporta una comparazione tra la gestione Rana e quella di Florido, relativa a tre filoni amministrati:

- per infrastrutture e strade, l’amministrazione Florido ha speso 24.367.000,00 euro, mentre quella di Rana ne ha spesi soltanto 3.552.797,00 euro (pari ad 1/8);

- per costruzione e manutenzione di edifici scolastici, l’amministrazione Florido ha speso 14.913.000,00 euro, mentre quella di Rana solo 5.173.246,00 (pari ad 1/3);

- infine per rappresentanza, l’amministrazione Florido ha speso 10.033.151,00 euro, mentre l’amministrazione Rana ha speso 14.033.152,00 euro (quasi una volta e mezzo di più).

Da tutto ciò si evincono le ragioni per le quali è giusto scegliere Florido; Votare Florido, significa scegliere la politica, i programmi, lo sviluppo socio-economico del nostro territorio e la emancipazione delle nostre comunità, votare Rana invece vuol dire scegliere l’immobilismo, l’antimeridionalismo, l’arroganza, gli insulti all’avversario e i sostenitori di chi ha distrutto la città di Taranto.

Francesco De Ponzio

Responsabile Provinciale- Dipartimento Programmazione

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martedì 16 giugno 2009

Insieme per Florido

Questa sera, mercoledì 17 giugno, alle ore 20,00 presso la sede del Partito Democratico in via Roma a Laterza, incontro pubblico con tutti le forze politiche che sostengono Gianni Florido alla presidenza della provincia di Taranto.
Non mancate!
Pd Laterza
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SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITÀ

Riceviamo e pubblichiamo una lettera intelligente anche se piena di rabbia, scritta da un prete genovese, don Paolo Farinella, al card. Bagnasco, sul tema del berlusconismo, che esprime a suo modo il disagio di tanti cristiani che osservano una Chiesa talora lontana, sorda e stonata. Cosa ne pensano i frequentatori del Blog?


Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all'accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. XIX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete

Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.

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2004-2009 CINQUE ANNI DI BUON GOVERNO

▪ Opere pubbliche, sicurezza stradale:

- costruite 2 circovallazioni: Sava e Campomarino
- realizzate 2 rotatorie: San Marzano-Grottaglie-Francavilla-Carosino e San Giorgio-Grottaglie
- realizzato il sottovia base navale Chiapparo, a Taranto. Primo tratto della Tangenziale Sud
- costruzione del ponte sul fiume Lenne, Palagiano
- consolidamento scarpata sulla s.p. 13 (Castellaneta-Castellaneta Marina)
- realizzati impianti semaforici e pubblica illuminazione su molti tratti della rete stradale
- disponibili 60 milioni di euro per la Regionale 8 Talsano-Avetrana. Avviata la procedura d’appalto per l’affidamento dei lavori

▪ Scuole:
- costruito il liceo Einstein a Mottola
- avviata la costruzione del liceo a Massafra
- finanziato il completamento degli istituti superiori a Sava e Palagiano
- stanziati 8,5 milioni di euro per la ristrutturazione del liceo Archita di Taranto
- Pronti 9 milioni di euro per costruire il nuovo liceo Moscati di Grottaglie
- Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutte le scuole medie superiori della Provincia.



TOTALE INVESTIMENTI: 156 MILIONI DI EURO (in gran parte spesi)



▪ Ambiente:

- stanziati 2 milioni di euro all’Arpa per il monitoraggio di diossine e furani. Assennato, direttore Arpa Puglia: “la Provincia ha ‘armato’ la nostra agenzia”.
- Sostegno e condivisione della legge antidiossina approvata della Regione Puglia.
- Assunzione di 13 laureati per potenziare il settore Ecologia e Ambiente
- Approvato il primo piano provinciale dei rifiuti solidi urbani. Progetto affidato all’Arpa e al Politecnico di Bari, sede di Taranto

▪ Università:

- tra risorse finanziarie e servizi la Provincia destina circa 2 milioni di euro all’anno per il potenziamento del polo universitario ionico (compreso il Politecnico di Bari, sede di Taranto)
- Grazie all’impegno della Provincia, il 1° ottobre 2006 sono state istituite 3 facoltà autonome: Scienze, Giurisprudenza ed Economia

▪ Lavoro:

- stabilizzati circa 300 precari, assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato attraverso la costituzione di Taranto Isolaverde.
- Realizzato un progetto per la lotta al sommerso e al caporalato.
- Riorganizzati i Centri Territoriali per l’Impiego.
- Realizzato il portale Sintesi per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Più di 92mila le comunicazioni effettuate con questo strumento

▪ Attività produttive

- Rimborso agli agricoltori per le calamità 2002-2003. Le liquidazioni in corso ammontano a 6 milioni e 200mila euro
- Avviato il progetto per la costituzione del distretto per la mitilicoltura
- Qualificata partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche per la valorizzazione delle imprese ioniche e dei diversi comparti produttivi. Provincia presente al Cibus di Parma, al Vinitaly di Verona, alle fiere di Cremona e Copenaghen

▪ Politiche sociali

- Costituito l’Osservatorio per le Politiche sociali
- Centinaia di iniziative nel campo della disabilità, dei minori e della terza età. Dal progetto Amici di Vita alla programmazione dei Piani di Zona, dalle gite in motonave per gli anziani al progetto di musicoterapia per le persone affette dal morbo di Alzheimer
- Organizzata ogni anno la Rassegna provinciale del Volontariato
- Ideazione della campagna “Un messaggio per non morire” sulla sicurezza stradale
- Sostegno e condivisione al progetto di legge, di iniziativa popolare, sull’introduzione dell’insegnamento del Primo Soccorso nelle scuole

▪ Turismo e politiche comunitarie

- Sistematico coinvolgimento dei comuni e del territorio nelle attività di promozione turistica
- Partecipazione alla Bit di Milano (Borsa Internazionale del Turismo)
- Partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo di Paestum
- Sport, cultura e natura: organizzato il trofeo internazionale Orienteering 2008
- Sostegno finanziario e di natura organizzativa a tutte le principali manifestazioni del territorio: sagre, Carnevale di Massafra, Passio Christi di Ginosa ecc.

▪ Politiche giovanili e Aree Protette

- Attuati due progetti per il servizio civile nazionale. Coinvolti 120 giovani della provincia di Taranto che si sono occupati principalmente di archiviazione dati, escursioni, promozione dei beni culturali
- Promozione dell’istituzione Parco Terra delle Gravine
- Progetto di recupero e valorizzazione dell’area fluviale dove sorge il fiume Galeso
- Viaggio testimonianza ad Auschwitz per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto. Vi hanno preso parte un centinaio di studenti della nostra provincia


▪ Beni culturali e Pubblica istruzione

- Avviato il progetto “Arsenale Mediterraneo delle Arti contemporanee”. Numerose mostre organizzate, tra cui quelle dedicate all’opera e al lavoro di Ciro Quaranta e Ciro De Vincentis
- Incontri con l’autore: studenti a confronto con personaggi del calibro di Umberto Galimberti, Lilli Gruber, Tullio De Mauro
- Sostegno economico all’annuale convegno della Magna Grecia
- Sostegno economico al festival della Valle d’Itria
- Realizzazione del primo spazio teatrale pubblico presso la facoltà di scienze della formazione al quartiere Tamburi di Taranto. Gestione affidata al Crest di Taranto
- Istituito l’Atlante dei beni culturali della provincia di Taranto. Il sito web è http://www.abcprovinciaditaranto.it/.
- Sostegno economico destinato ad arricchire le biblioteche d’istituto delle scuole superiori della provincia di Taranto


▪ Sport e Spettacoli

- Sostegno economico alle società sportive, sia a quelle d’eccellenza sia a quelle che operano nelle cosiddette discipline minori.
- Incontro degli studenti con Pietro Mennea, grande atleta pugliese
- Convenzione sottoscritta tra Provincia e Marina militare per la riapertura ai cittadini ionici del centro sportivo di via Cugini (ubicato all’interno dell’Arsenale militare di Taranto
- Decine di spettacoli organizzati su tutto il territorio provinciale
- Valorizzati i talenti dell’istituto Musicale Paisiello
- Attivati all’istituto Paisiello i corsi di secondo livello. Specializzazioni che equivalgono sostanzialmente ad un corso di laurea vero e proprio

▪ Bilancio, gestione finanziaria:

- La Provincia di Taranto è stata definita “virtuosa” dalla Corte dei Conti: bilancio in ordine, rispettato il Patto di Stabilità.



▪ Innovazione, comunicazione e trasparenza

- realizzato sito web istituzionale: 1 milione di visitatori
- realizzato un periodico on line (Terraionica.it)
- realizzata la rassegna stampa e video on line (progetto pubblicato dal Formez sul sito http://www.retepa.it/)
- pubblicate in tempo reale le delibere di giunta e di consiglio sul sito istituzionale
- cedolini on line per i dipendenti (privacy e risparmio);
- attivazione telefonia voip;
- attivato l’Ordinativo informatico locale che ha trasformato i flussi cartacei in flussi telematici tra Ragioneria dell’Ente e Tesoreria (Banco di Napoli)
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NON TURIAMOCI IL NASO IL 21 E 22 GIUGNO

Tanti anni fa, Montanelli suggeriva agli Italiani di turarsi il naso e votare DC.
Erano altri tempi, tempi in cui le ideologie e la geopolitica condizionavano pesantemente la politica italiana. Oggi, un appello del genere non avrebbe più ragione di esserci, soprattutto perché, con questo governo, il cattivo odore dei suoi provvedimenti supera qualsiasi chiusura di narici. Innanzitutto il cosiddetto DDL sicurezza, dove viene chiesto ai siti informatici di pubblicare rettifiche entro 48 ore, pene multe salatissime. Cosa vuol dire rettifiche? Rettifiche a cosa? Se dico che il bilancio di una regione o di un comune è fasullo e posso dimostrarlo, e mi arriva una rettifica cosa succede? Devo scrivere il falso? Questa legge decreterebbe la morte della rete italiana, come giustamente dice Grillo. Tutti i blog ed i siti potrebbero essere costretti a chiudere o oggetto di attacchi mirati per farli chiudere. Potrebbero arrivare richieste di rettifiche anche su cose innocenti. E questo è il primo punto. Il secondo, è che le intercettazioni si potranno fare solo quando vi è ragionevole certezza di colpevolezza. Bella fesseria!!! Le intercettazioni servono per indagare… a cosa servono se si è sicuri della colpevolezza?? E’ l’ennesima porcata di questo governo, porcata contro la democrazia, perché lede uno dei diritti fondamentali: quello di informare ed essere informati.
Il DDL sicurezza promuove le ronde dei cittadini. Perché, mi chiedo? Non è meglio rinforzare Carabinieri e Polizia, che sono appositamente addestrati? Chi ne giova di queste ronde? Ecco spuntare le ronde leghiste e, udite udite, del Movimento Sociale Italiano (vecchia sigla di estrema destra), che “vigileranno su di noi”.. Li potete vedere sul sito di Repubblica. Camicie verdi, camicie nere, ma la solfa è sempre la stessa. Io mi chiedo: che succede se qualcuno di questi mi ferma e mi chiede i documenti? Io chiamerò il 113, senza pensarci due volte. Ma siamo ad un passo dalle camicie grigie di hitleriana memoria. Aveva ragione Spadolini, che, quando iniziò il fenomeno Lega, disse subito di sentire puzza di nazismo lontano un miglio. Quello che sta succedendo ne è la dimostrazione: stanno imponendo le ronde di quartiere, che possono diventare l’anticamera delle squadracce fasciste e naziste. Facciamo attenzione.
E mi fermo qui. La prossima domenica si vota per il referendum su questa schifosissima legge elettorale, elitaria e che tende a creare una classe politica oligarchica, contro i fondamenti della Democrazia. Andiamo a votare (io voterò per il SI) e, nelle urne, se avete qualche ballottaggio, non votate per questo governo. Non turatevi il naso, per favore: NE VA DEL NOSTRO FUTURO E DI QUELLO DEI NOSTRI FIGLI.
www.giannimacchia.blogspot.com
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NOI ABBIAMO I NUMERI PER VINCERE

La situazione di Taranto e della sua provincia ha bisogno di impegni straordinari, la crisi economica e sociale che affligge la nostra terra non può aspettare; Florido ha ben operato ponendo il lavoro, lo sviluppo infrastrutturale, l’ambiente, le complessive questioni sociali al centro dell’azione di governo, con un bilancio più che positivo: ·

NOI ABBIAMO GARANTITO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

Il consiglio regionale della Puglia ha approvato il ddl che contiene le norme per la tutela dell'ambiente e del territorio e i limiti per le emissioni di diossina e furani.
La Destra ha fatto gli interessi di pochi, calpestando il DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

La Regione, la Provincia ed il Comune di Taranto quando erano guidati da maggioranze omogenee di centrodestra(Sindaco Di Bello ed i Presidenti Rana e Fitto) non hanno fatto nulla per elaborare ed approvare un piano di risanamento sul piano ambientale. Perché non lo hanno fatto? ·


STABILIZZAZIONE DI 325 PRECARI (ISOLA VERDE) e AIUTI CONCRETI AI LAVORATORI DELLA MIROGLIO (1,4 MILIONI DI EURO)


SVILUPPO INFRASTRUTTURALE CON STRADE E SCUOLE PIU' SICURE ·


ABBIAMO DATO UNA SVOLTA AD UNA PROVINCIA PROVATA DAL DISSESTO DEL CENTRO-DESTRA (RANA-DI BELLO) ·


MODERNIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


NON RITORNIAMO INDIETRO DI 5 ANNI CON UN CANDIDATO CHE NEPPURE IL CENTRODESTRA VUOLE E VOLEVA
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lunedì 15 giugno 2009

"Ti diranno che è inutile. Ma invece il 21 giugno è una data che potrebbe cambiare la storia del Paese".


Cara elettrice, caro elettore,
il 21 e 22 giugno siamo chiamati a votare per il referendum elettorale.La politica scommette sul fatto che non andrai a votare. Che andrai al mare pensando di dar loro uno schiaffo.Io capisco la tua indignazione, la tua rabbia, la tua rassegnazione. Tutti abbiamo la tentazione di pensare che mai nulla cambierà e che l’unica cosa che possiamo fare è quella di arrangiarci e non pensare alla politica. Almeno così non ci facciamo il sangue amaro. Tante volte ho pensato anch’io che la lotta sia impari e che non avremo mai la meglio sulle tante schifezze quotidiane a cui dobbiamo assistere.


TI DIRANNO CHE E'INUTILE. MA INVECE IL 21 GIUGNO E' UNA DATA CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA DEL PAESE.


Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili. E tu sarai tentato di dar retta alla tua rabbia e al tuo disgusto disertando le urne come estremo atto di protesta. Ma così, purtroppo, farai il loro gioco.Perché se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come prima. In questo caso non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini. Per questo sono in tanti i politici che ti invitano a non votare.Ti sei mai chiesto perché di questo referendum si parla così poco? Del perché nessuno ti spieghi esattamente di cosa si tratta? Del perché, in questi mesi chi ha promosso questo referendum è apparso così poco nelle trasmissioni televisive? E’ molto semplice: perché se non sai che ci sarà un referendum e non sai di che cosa si tratta, è molto più probabile che tu non vada a votare. E tutto resterà come prima.


CHI SONO ED IL PERCHé DI QUESTA INIZIATIVA


Mi chiamo Giovanni Guzzetta ed ho promosso, insieme ad altri 820 mila cittadini, questo referendum.Sono nato in Sicilia e cresciuto a Roma. Ho 43 anni. Insegno all’Università. Ho due figli, Francesco e Silvia, di 11 e 9 anni. Non sono mai stato iscritto ad un partito politico, ma credo profondamente nell’importanza della politica per la vita di tutti noi.




LA POLITICA DECIDE COMUNQUE DELLA NOSTRA VITA. ANCHE SE NOI DECIDIAMO DI NON INTERESSARCENE


Oggi la politica decide dove deve andare gran parte di tutto quello che guadagno ogni anno. Decide com’è la scuola dei miei figli, gli ospedali dove ricoverarmi, quale sarà la mia pensione, come sono i servizi cui, come cittadino, ho diritto. E non riesco ad accettare di non contare nulla.Penso che l’Italia si meriti di più. E se non faccio qualcosa adesso, tra dieci o quindici anni i miei figli saranno tentati di andare fuori dell’Italia per trovare un lavoro migliore, servizi migliori, pensioni migliori, opportunità migliori. E torneranno in Italia in vacanza con qualche volo Ryanair. Penso che l’Italia sia un grande paese e non voglio che i miei figli abbiano la tentazione di cercare altrove i riconoscimenti e le opportunità cui ogni persona ha diritto


AL MOMENTO, LE REGOLE DELLA POLITICA HANNO ZITTITO COMPLETAMENTE LA VOCE DEI CITTADINI


La politica Italiana ha due macroscopici problemi. E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che noi non scegliamo più persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati.Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.Il referendum riguarda questi due problemi.




CHE COSA PUO' SUCCEDEDERE CON IL TUO VOTO


I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Ma ve lo immaginate Obama che va in televisione a dire che non potrà fare una grande riforma perché un alleato di governo minaccia di farlo cadere? Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento. Credo che una politica migliore sia possibile. E credo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini hanno fatto sentire la propria voce.




L’UNICA ARMA E' IL REFERENDUM


Vogliamo una politica più semplice. Meno partiti e più decisioni utili alla gente. Vogliamo una politica in cui i parlamentari non siano nominati dalle segreterie dei partiti ma scelti dagli elettori. Vogliamo che i cittadini il giorno delle elezioni possano scegliere il partito che si assume la responsabilità di governarli senza dover fare continuamente compromessi con i ricatti dei propri alleati.E’ per questo che, insieme a tanti altri, ho deciso di impegnarmi in prima persona. E, da cittadino, insieme a tanti altri cittadini, l’ho fatto con l’unico strumento che la Costituzione ci offre: il referendum. Certo la politica avrebbe potuto farlo. Ma sono anni che non lo fa e si perde in chiacchiere. Chissà perché? Oggi ci vuole una scossa e con mezz’ora del tuo tempo andando a votare per il referendum puoi contribuire a darla.Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone.


SE ANDRAI A VOTARE DETERMINERAI UN CAMBIAMENTO CHE NESSUNO SI ASPETTA. E DALLE SEGRETE STANZE DEI PARTITI DOVRANNO FARE I CONTI ANCHE CON TE


Il 21 e 22 giugno, se tu vincerai la tua disillusione e andrai a votare, potrai essere il protagonista di un cambiamento che oggi nessuno si aspetta. Potrai dimostrare a quanti dispongono della tua vita nel chiuso delle loro stanze che anche tu puoi essere determinante. E il giorno dopo, loro dovranno fare i conti con l’Italia dei suoi cittadini. Un’Italia di donne e uomini liberi e di carattere. Che ricordano la grandezza del nostro ingegno e la passione dei nostri sentimenti.Perché domenica a vincere sia quella Italia, il paese in cui orgogliosamente crediamo, è necessario agire. E se a convincerti non basta ciò che tu pensi di tanti politici, rifletti su quello che la politica pensa di te, in che conto ti tiene, come ti considera.




ADESSO L’INFORMAZIONE è TUTTO. PASSAPAROLA!Facciamo un tam tam tra amici e conoscenti. Perché l’informazione sarà poca e la nostra unica risorsa siamo noi stessi.Passaparola!Manda questa mail o un SMS a quante più persone conosci e fatti anche tu promotore di questa riscossa. L’Italia si merita di più.



Giovanni Guzzetta
Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali

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Comincia il dopo-Cristella


Il Pd, sbaragliato alle elezioni, per 8 anni di assenza dalla politica, nella necessità di rinnovarsi. Il successo elettorale accende nel sindaco il “diritto-dovere” di candidarsi al Consiglio regionale della prossima primavera


Le elezioni più lunghe della storia laertina.Le elezioni provinciali sono andate così bene per il Pdl, e per il sindaco Giuseppe Cristella, che potrebbero finire la prossima primavera passando per un po' di appuntamenti pubblici e privati.Il primo appuntamento pubblico sarà la destituzione di Franco Frigiola da presidente del consiglio, se questi non si sarà dimesso prima, anche perché adesso l'Udc appoggia Florido.Gli appuntamenti privati prevedibili, per Pdl, Pd, Udc e Udc-Pd , avverranno in sedi locali, provinciali e regionali, e forse perfino romane, se Cristella, come suole dire per diritto-dovere, chiederà e nessuno potrà rifiutargliela, la candidatura regionale, per la quale dovrebbe dimettersi da sindaco entro l'anno, aprendo, per altro, la più difficile successione nella storia locale: tutte riunioni dense di ostilità.La Provincia, con le sue competenze su scuola e ambiente, potrebbe non essere un ente inutile; talune riescono a non esserlo; ma restano un ente politico ancora paesano.La Regione, invece, è di per sé un ente politico prestigioso, per i poteri dei quali dispone e per le indennità che elargisce, non inferiori in nulla a quelle parlamentari, insomma fa sentire a pieno titolo della casta chiunque vi entri.A questo ragionamento logistico, che fanno tutti, il sindaco Cristella aggiunge la percezione, o sicurezza, di conquistare con facilità l'ingresso nella casta: gli bastano, infatti, solo i voti del suo paese, e, per sicurezza, quelli dei paesi vicini, nei quali per il risultato elettorale ottenuto a casa sua è anche lì “enfant prodige”.Dal suo giro stretto è uscito il resoconto di una telefonata con Fitto, durante la quale Cristella ingiungeva al leader pugliese del Pdl, alla sua maniera brusca, di dire “a Pietro (Lospinuso, ndr) di non rompere il c.”.Ma perché Lospinuso dovrebbe creare qualche ostacolo, se anch'egli, come Cristella, il seggio regionale lo conquista nel suo paese? Lospinuso da segretario provinciale deve contemperare tutte le richieste e sa già che nessun aspirante alla Regione gradisce un compagno di viaggio che esce da casa sua con un vantaggio incolmabile.Quindi prima sede di trattative ostili, quella per la candidatura regionale, già in corso.A questa vanno aggiunte quelle paesane. Si comincia da Frigiola, che ha tradito una volta da sé, un'altra con il partito. Frigiola, per esempio avrebbe potuto fare come il vicesindaco di Palagianello, Dino Todisco, che eletto come Udc, s'è poi sacrificato a Labalestra, altro sindaco in carriera, non esclusa la regionale, dopo aver chiesto invano la provinciale.Frigiola, invece, s'è candidato con l'Udc, ha tolto qualche voto non al Pdl, ma al suo sindaco, da presidente del Consiglio comunale. Un affronto o uno sgarro. Infatti Cristella non gliel'ha mandato a dire il suo disappunto e prima gli ha chiesto la restituzione della carica di presidente poi gli ha promesso che gliela toglierà, dovesse anche modificare lo Statuto comunale. Per di più ora l'Udc vota Florido, Frigiola quindi è passato nel campo avverso: non fa più parte della maggioranza, prima se ne va meglio è, tanto più che il suo posto numerico è stato preso da Francesco Perrone, che da “tedeschiano” è diventato “fittiano”, passando da sinistra a destra.
Frigiola, per altro, ora che l'Udc ionico s'è alleato con il centrosinistra forse vede le dimissioni come un atto dovuto.Ma Frigiola alleato con il centrosinistra e le elezioni comunali l'anno prossimo, insieme con le regionali, se Cristella avrà ottenuto la candidatura, apre un altro contenzioso.Il Pd di Laterza è al suo minimo storico, alle elezioni del 6 e 7 giugno è stato sbaragliato, deve ancora metabolizzarne la cocete sconfitta, la cui causa principale è l'assenza dalla vita sociale e politica lunga otto anni, durante i quali Cristella ha agito in regime di monopolio nell'acquisizione di consenso. L'assenza è incapacità di svolgere il proprio ruolo, la qual cosa richiede un rinnovo “ab imis”, dalle fondamenta, di facce e partito. Dovendo scegliere un candidato sindaco da opporre a quello del Pdl, Frigiola, con questa esperienza consiliare, nella trattativa diventa il più esperto della nuova alleanza fra centrosinistra e Udc; comunque è un papabile. Il problema sarà esaminato sia nei rispettivi partiti, sia in incontri fra Pd e Udc locali e provinciali. In questa trattativa Frigiola sarebbe avvantaggiato dalla mancanza del “niet” delle sinistre estreme ormai dissoltesi a Laterza.Ma il Pd si consegnerà a un proveniente dalla Destra? Il Pd, dopo aver dato alla Destra il democristiano Cristella, ora dalla Destra può ben prendersi il democristiano Frigiola. A meno che trovi una faccia tutta sua, tutta nuova e di forte “appeal” p olitico.La trattativa per l'alternativa a Cristella sarà alquanto serrata perché a Destra succederà ciò che succede quando chi se ne va lascia un vuoto più grande della sua stessa fisicità. Dove stava Cristella, infatti, ora staranno tutti insieme 4 o 5 consiglieri. I nomi: Leonardo Pugliese, primo eletto e vicesindaco, il potente assessore ai lavori pubblici, Pietro Colacicco, o suo fratello Gregorio, anch'egli primo eletto qualche lustro fa di FI alla Provincia, l'assessore ai servizi sociali Nicola Saccomanni, l'assessore al bilancio Vito Minei, cugino del sindaco, tutti con centinaia di voti di preferenze. “Piatto ricco mi ci ficco”, dice il solito biscazziere prestato alla politica e il numero degli aspiranti alla sindacatura potrebbe accrescersi.Nel Pdl laertino succederà ciò che è sempre successo nella storia politica: il leader più è stato grande, più pretendenti all'eredità lascia, cioè lascia la contesa, non un successore. In altre parole, a Laterza comincia il dopo-Cristella, un periodo durato 13 anni, 5 da assessore, a sinistra, 8 da sindaco a destra.Il paese della carne arrostita, del pane al forno a legna e della Madonna, chiusasi la parentesi Cristella, di solida stabilità politica e di amministrazione operosa, tornando ad essere senza idee e senza capi, sta per entrare di nuovo nella sua storia malmostosa.

dal » Corriere del Giorno di Michele Cristella
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domenica 14 giugno 2009

Intesa ok: Udc, Io Sud e Tarantino con Florido

TARANTO - Gianni Florido si allarga al centro. Dopo aver incassato il sì di Emanuele Fisicaro, che era il candidato dell’Italia dei Valori e delle liste civiche espressione del sindaco Stefàno, il presidente della Provincia ha chiuso l’accordo con una fetta del Terzo Polo. L’intesa è stata raggiunta con Udc, Io Sud e con Giuseppe Tarantino, che era stato il candidato alla presidenza di quella coalizione che al primo turno comprendeva anche AT6. Le strade con Cito si sono però subito divise e l’area di centro ha fatto rotta verso Gianni Florido. Stamattina l’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza alla quale hanno partecipato, oltre allo stesso Florido, anche gli altri protagonisti di questo maxi appa-rentamento. «E’ un grande accordo», ha commentato Florido, che ha voluto rimarcare il ruolo avuto dalla sua coalizione: «I partiti hanno gestito con grande responsabilità questa fase, offrendo una notevole prova di maturità. Mi hanno riconosciuto la leadership nella conduzione di questa trattativa per gli apparenta-menti ed ora ci presentiamo al ballottaggio con la consapevolezza di essere una grande com-pagine pronta a governare la Provincia con la competenza e la correttezza che i cittadini ci chiedono». Nessun timore per l’intesa tra Rana e Cito? «Con questa coalizione non temiamo nessuno». E stasera Florido può brindare all’accordo con Massimo D’A-lema, con il quale alle 19 terrà un comizio in Piazza XX Settembre, a Martina Franca. In precedenza Florido e D’Alema incontreranno un gruppo di imprenditori a Crispiano.

Segnalazioni:
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sabato 13 giugno 2009

Fare cose e farle bene. Tutto il resto è noia

È vero che mai si dicono tante bugie come in campagna elettorale. Ma non scherzano neanche dopo. Esempio le Europee: tutti hanno vinto, nessuno ha perso. Ce ne potremmo infischiare visto che non è un voto che sposta granché in Italia, non si può farlo perché tutti ne parlano come se fosse stato un voto che sposta qualcosa in Italia. Il Popolo delle Libertà dice di aver vinto e in effetti ha vinto anche se ha perso qualche milioncino di voti ed è rimasto al cinque per cento sotto il livello sperato. Il Partito Democratico ha perso alla grande anche se dice di aver quasi vinto perché non ha perso a valanga come temeva.
Berlusconi ha vinto avendo preso il più alto numero di preferenze personali ma non ha vinto quanto voleva non avendo preso i vecchi tre milioni. Di Pietro ha vinto avendo raddoppiato i voti della sua Italia dei Valori ma personalmente ha vinto meno perché il suo candidato De Magistris lo ha superato. Non ne parliamo di altre facezie: tutti a dire, ancora questo Mastella, e poi gli danno 112 mila voti. Tutti a dire bisogna rinnovare la classe politica e poi eleggono un certo Ciriaco De Mita che ha ottant’anni passati.
Stessa cosa per il Sud. Che ha ancora una volta dato il maggior apporto al Popolo della Libertà che al Nord ha preso dispiaceri dalla Lega, anche se allo stesso Popolo della Libertà ha fatto mancare una valanga di voti soprattutto in Sicilia e Sardegna (ma anche in Puglia, che pure è stata la regione meridionale in cui è andato meglio, è sceso sotto il livello delle politiche di un anno fa). E stessa cosa per il Nord, dove il Partito Democratico, che non sa come parlargli, ha perso meno di quanto ha perso al Sud. Siccome però ora rischia di diventare un cruciverba, vediamo gli affari più vicini a noi.
Il governo è stato premiato nel Mezzogiorno dove ha fatto cose, lo è stato meno dove non le ha fatte. Risolve il problema dei rifiuti in Campania e conquista le province di Napoli e di Salerno. Delude Sassari e la Maddalena che gliela fanno pagare per la riunione mondiale del G8 poi dirottata in Abruzzo. Stessa cosa per l’Abruzzo terremotato, dove sono stati apprezzati un attivismo e una presenza attesi ora alla prova della veloce ricostruzione. Grande astensionismo in Sicilia, un po’ a difesa del governatore Lombardo nello scontro di potere e di autonomia col centrodestra nazionale, un po’ per stizza verso lo stesso scontro. E intanto il Popolo della Libertà è sempre più condizionato dalla Lega, che al Nord va come un treno (quelli che funzionano). E rischia di essere condizionata anche la capacità di Berlusconi di rappresentare tutto il Paese, cioè Sud compreso, col solito danno per il Sud. Tanto che Berlusconi, come se non gli fossero mancate le rogne personali in questi ultimi tempi, è definito terrone dalla stampa fiancheggiatrice, segno di un «amore» per Terronia che non fa sconti neanche a Berlusconi, mica all’ultimo Bassolino.
E poi, anche sul Sud, con rispetto parlando, solita cagnara. L’opposizione a dire che gli hanno scippato i soldi per coprire i mancati introiti dell’abolizione dell’Ici, la spesa per l’Abruzzo, la cassa integrazione per chi finora non l’aveva. Il ministro Fitto, unico meridionale in un governo molto lumbard, a ribattere che se il Sud presenta i progetti, quei soldi non li perde. Col viceministro Castelli molto più truce, non ho capito perché se i problemi li ha tutto il Paese, i soldi devono andare solo al Mezzogiorno. Ma viceministro, erano destinati al Mezzogiorno. Immaginabile la risposta, non li sapete spendere, anzi li sapete spendere fin troppo: male.
Ma per il Sud solito film, anzi ancor più del solito man mano che la Lega fa sfracelli dalle sue parti e influenza l’agenda del governo. E l’altrettanto solito tormentone del Partito del Sud sì e del Partito del Sud no. Lo hanno rilanciato o affossato queste elezioni europee e amministrative? Né rilanciato né affossato. Se si fa, deve avere tanti consensi da condizionare a sua volta le attuali forze politiche e da poter trattare alla pari col molto più forte resto del Paese, altrimenti è peggio. Né c’è una speranza che le attuali forze trattino allo stesso modo tutto il Paese se la Lega Nord continua a crescere come continua.
Allora, o affidarsi alla Lega, rotto per rotto. O fare da sé, magari imitandola. Stare con la gente, risolverne con celerità ed efficacia i problemi, coglierne le necessità. Cioè governare meglio, come si dice, a livello locale. E i soldi? Ne sono arrivati (forse fin troppi), si deve continuare a farsi rispettare ma comunque ci sono ancora quelli europei. Da non sprecare. Come dire: dipende da noi. Soprattutto da noi. Governare bene, far vivere meglio, maturare un civismo che privilegi l’interesse pubblico rispetto a quello privato. Tutto il resto è noia.
di Lino Patruno - La gazzetta del mezzogiorno
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giovedì 11 giugno 2009

12 Buoni Motivi

Venerdi' 12 Giugno 2009 ore 20:00
Incontro Pubblico presso
la Sezione del PD
in Via Roma 72 con il Presidente Florido‏

Amici/Amiche,
Vi invitiamo ancora una volta a votare per noi, democratici.
Lo chiediamo appellandoci al Vostro Orgoglio di persone di sinistra che non si piegano anche quando il ventospira contro con violenza e con arroganza.


Lo facciamo dandovi dodici buoni motivi, che porteremo comunque avanti con forza e con coraggio.

Scuola, piu' forza al Nostro Liceo Scientifico
Il Liceo Scientifico di Laterza 'e la storia di tante generazioni, e' la storia di Laterza. Per questo dobbiamo pretendere non solo una manutenzione seria e programmatica, ma la Provincia deve promuovere investimenti straordinari per l'ammodernamento degli edifici e dare nuove dotazioni tecnologiche.

Innovazione
La Provincia deve favorire il trasferimento di esperienze dalla ricerca al mondo dell'industria e dei servizi.
Si possono aiutare i giovani laureati e diplomati ad entrare nel mondo dell'impresa creando delle aziende ponte delle Univerisita' , i cosiddetti spin-off, capaci di puntare sulle intelligenze, creare brevetti e portare occupazione. Succede a Milano , a Pisa, a Parma. http://www.ricercaitaliana.it/spinoff.htm
Puo' succedere a Taranto.

Meno sprechi
Ridurre gli assessori, quindi tagliare sulle segreterie, sulle strutture e sulle spese, sui "collaboratori di fiducia". Magari ridurre di un terzo l' indennità complessiva dei singoli consiglieri provinciali e accorpare tutte le segreterie politiche.

Meno Precariato
I Centri per l'Impiego della Provincia devono integrare le attività di formazione e orientamento verso nuovi servizi al passo coi tempi: orientamento scolastico, raccordo fra ricerca e lavoro.
La Provincia deve censire tutte le realtà imprenditoriali presenti sul territori, offrendo consulenza gratuita per individuare nuove strategie di business: agevolare la concentrazione di attivita' imprenditoriali simili, agevolare la collaborazione tra impresa e ricerca, informare con tempestivita' sulle gare di appalto.

Trasporti pubblici piu' efficienti
La Provincia deve sostenere e aiutare la rete dei trasporti pubblici.
Deve incentivare l'uso del mezzo pubblico anche sostenendo campagne di abbonamenti per particolari categorie di cittadini come studenti, anziani, pendolari.
Deve agevolare il rinnovamento del parco automezzi pubblici a motore per diminuire l'inquinamento.

Sicurezza Stradale
Da sempre la sezione locale ha rivendicato la manutenzione delle strade provinciali per Santeramo, Gioia del Colle e Altamura.Un'esigenza non campanilistica ed esclusivamente laertina , ma comune ai territori di Ginosa e Castellaneta .

Parco delle Gravine
Il Parco delle Gravine e' il volano per lo sviluppo del nostro territorio, perche' racchiude le potenzialita' per sviluppare l'economia locale.Laterza e' un'area di raccordo, un territorio cerniera tra il materano, il barese e il tarantino, dove riafforano o sono in corso percorsi di sviluppo.Avere risorse pregiate non basta se non si ha la forza di commercializzare ed aggregare l'offerta, magari per inserirLa nei circuiti turistici internazionali.

Tutela Ambientale
Dobbiamo difendere il nostro territorio da foreste di cemento ed acciaio.Diciamo si all'eolico, no alle speculazioni.Speculazioni che svendono il territorio, e in molti casi anche la salute della cittadinanza.Per massimizzare l'efficacia delle azioni di contrasto alle speculazioni ambientali vogliamo istituire reti di coordinamento tra i vari corpi delle
Forze dell’ordine.

Rifiuti, una risorsa non un business
Dobbiamo evitare e prevenire l'emergenza riufiuti. La Provincia deve diventare un motore di sperimentazione delle nuove tecnologie nello smaltmento del rifiuto altamente differenziato.
Vogliamo una gestione piu' efficiente dell 'ATO e l'individuazione di nuove entrate da ricercarsi tra le imprese che piu' inquinano e tra quelle che maggiormente sfruttano le fonti naturali.

Legalita' e Trasparenza Amministrativa

La politica è lo spazio del noi, che deve mettere al centro le idee e i cittadini. La politica è coagulo. Per questo vogliamo che i cittadini siano informati non solo dell'attivita' amministrativa e dei concorsi, ma anche dei costi. Governare con i cittadini è l'unico modo per realizzare una democrazia partecipativa. E' una delle poche vie possibili per rispondere alla crisi della democrazia rappresentativa.

Sostegno alle Associazioni di Solidarieta'
La Provincia deve sostenere concretamente le associazioni di solidarieta', perche' sono la culla dei nostri valori e un faro per delle generazioni spaesate da un mondo consumistico.
Sono l'unico modo per educare ad una societa' migliore e sono l'unico modo per combattere un mal costume dilagante come l'uso di stupefacenti, che il piu' delle volte balza tristemente alla cronache.

Un voto utile.
Votando PD potete avere un altro candidato di Laterza, Vito Cassano, alla Provincia che faccia valere i vostri diritti.
Intercettazioni, Napolitano: 'Esaminerò testo'Oltre 100mila firme all'appello di RepubblicaVia libera della Camera (testo - scheda), bagarre in aula (foto). Anm: "Mani legate per polizia e magistratura". Iniziativa sul diritto-dovere di informare. Tre membri Csm lasciano / Commenta / EZIO MAURO A REPUBBLICA TVL'adesione di Saviano: "Una legge rischiosissima"
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Un Uomo Giusto

L'11 giugno del 1984 moriva Enrico Berlinguer.
Un uomo in violento contrasto con l'immagine consueta dell'uomo politico.
Umanità, franchezza, modestia e discrezione - pure in un incarico di così grande autorità e di effettivo potere - sono connotati che fanno a pugni con le immagini ricorrenti di arroganza, astuzia, presunzione e ostentazione del potere a cui siamo ormai abituati .
La trasparenza e l'onestà della vita privata e pubblica di quest'uomo ha un rilievo eccezionale sullo sfondo squallido dell'affarismo politico.
Ma vi è un altro coraggio di Berlinguer che voglio ricordare. E' il coraggio di affrontare delle masse operaie tese ed esasperate, di parlare a loro con le parole chiare e semplici che sono le loro, senza lenocini verbali.
Valori e concetti di cui possiamo ben apprezzare la necessità in un tempo in cui la politica italiana ci consegna ogni giorno immagini assai deprimenti.
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mercoledì 10 giugno 2009

La forza di una visione. Il carisma di un visionario

Cari amici,
è tempo di osare.
Magari prima con i pensieri e con l'immaginazione, poi con l'azione.
Vedo il PD, il centrosinistra ammaccato ma vivo. Ancora senza forma e senza contenuti ma in piedi. Ancora senza slancio e senza vitalità ma presente.E questo è un dato.

Cosa manca a tutti, a noi, al Paese?
Una visione.

Una visione che abbia la profondità del progetto, il respiro della prospettiva. Che abbia l'anima della politica.


Un'idea di società e di futuro che spinga l'Italia fuori dalla crisi non dalla porta della regressione ma da quella dell'innovazione.
Una nuova idea dell'economia, una nuova idea della convivenza, una nuova idea del mondo. Una nuova idea del valore delle persone, dei giovani in particolare.Insomma una politica attiva verso il mondo inedito che sta nascendo da questa crisi.

Ci manca la forza di questa visione. E il carisma di un visionario.

Un Obama che lanci cuore e ragione oltre l'esistente.
Forse non ce ne siamo accorti ma in Puglia stiamo vivendo questa "diversità".

La nostra regione è laboratorio di futuro: green economy e cultura dell'accoglienza, bollenti spiriti e integrazione mediterranea sono gli ingredienti di un'altra idea della politica e della società rispetto a quella che la destra sta inoculando a dosi massicce nel sangue e nell'anima degli italiani.

Il laboratorio Puglia ha un visionario, Niki.

Forse l'unica regione che sta vivendo un'esperienza di governo col respiro lungo di un pensiero politico.
Penso che Niki, dopo la positiva esperienza che ha fatto con il suo nuovo soggetto, abbia dinanzi una straordinaria opportunità. E noi con lui.Quella di parlare, qui dalla Puglia, qui dal mezzogiorno, all'intero Paese, all'intero PD, all'intero centrosinistra.
Forse un pezzo di storia sta bussando da queste parti. E non dobbiamo aver timore ad accoglierla.
Che ne dite?
Guglielmo Minervini
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martedì 9 giugno 2009

Grazie


Il PD di Laterza ringrazia i 1995 cittadini di Laterza e Castellaneta che hanno votato e scelto Vito Cassano per le competizioni elettorali delle Provinciali.

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lunedì 8 giugno 2009

LATERZA: Risutati Europee 2009

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Laterza: europee 2004

ListeVoti%
UNITI NELL'ULIVO3.15136,69
FORZA ITALIA1.85321,58
ALLEANZA NAZIONALE1.04412,15
SOCIALISTI UNITI6747,84
UDC6157,16
RIF.COM.3614,20
ALTERNATIVA SOCIALE1241,44
FED.DEI VERDI1171,36
FIAMMA TRICOLORE1131,31
DIPIETRO OCCHETTO1091,26
COMUNISTI ITALIANI911,05
A.P. UDEUR861,00
LISTA EMMA BONINO770,89
PART.PENS.470,54
MOV.IDEA SOC. RAUTI360,41
PRI I LIBERAL SGARBI240,27
LEGA NORD220,25
AB.SCORP.VERDI VERDI210,24
P.SEGNI SCOGNAMIGLIO90,10
ALL.LOMB.AUT.80,09
PAESE NUOVO40,04
Totale8.586
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domenica 7 giugno 2009

Non mandiamo in esilio il cervello

Forse non sarei legittimato a parlare perchè sono uno di quei ragazzi nuovi entrati nel partito grazie al PD che ha poi deciso di "abbandonare" il proprio territorio per usufruire di un'istruzione universitaria adeguata. Grazie proprio a quei burattinai tanto odiati da tutti(e voglio sottolineare che nessuno mi ha mai cercato di addestrare) ho avuto la possibilità di conoscere seriamente la politica laertina.
Il problema di tutti noi europei è un clamoroso spostamento a destra dell'asse politico, basti guardare al voto in olanda. Perche? perche in tempi di crisi, che non dura certo da 1 anno ma ha radici che vanno molto lontano, la gente ha voglia di conservare lo status quo. Chi puo darci questo status quo se non proprio le persone che oggi sono al governo? è facile dire ai "vecchi lupi"(come sono state chiamate le persone che hanno semplicemente esperienza politica) di andarsene dal partito e lasciare spazio ai giovani. Ma tutti coloro che sanno criticare tutto e tutti hanno mai assunto loro la responsabilita di fare opposizione?
Hanno mai avuto responsabilita di governo anche a livello locale?
Certamente non voglio dire che le cose all'interno del PD (sia laertino che nazionale) vadano per il meglio, c'è ancora bisogno di percorrere una lunga strada che ci porti ad avere un serio partito riformista di sinistra, ma da lontano e forse da molto piu vicino di molti altri, non vedo che a laterza l'opposizione ha solo detto no. sono state fatte interpellanze, sono state avanzate proposte. dove sono andate a finire? Chiedetelo a coloro che intendono fare politica impedendo l'avversario di parlare. Ovviamente in italia dovrebbe esserci liberta di parola ma diciamola tutta, la gente non ha voglia di ascoltare il contradditorio. Preferisce poggiarsi su una persona che non propone niente per tutti ma tutto solo per lui (non cito i nomi perche penso che i riferimenti si possano fare tranquillamente). Noi siamo il popolo che nel 92 lanciava uova a craxi e nel 94 votava per berlusconi(tralascio i commenti personali e documentati dell'amicizia tra i due citati).
I laertini non sono nient'altro che italiani, gli stessi italiani che continuano a legittimare il potere di una persona che, stando alla stampa e opinioni estere, il potere non dovrebbe neppure vederlo da lontano. fare opposizione significa leggere criticamente le azioni della maggioranza al governo e dire no a tutto cio che va contro la comunita. Vuole dire essere d'accordo con le proposte di miglioramento di tutta la societa.
Credo che il pd laertino faccia proprio questo. Se poi dobbiamo genufletterci davanti al sig. Cristella solo perche nel paese c'è consenso, allora mi dispiace ma io non ho mai capito niente della politica (considerando il fatto che studio proprio scienze politiche), ad ogni modo mi piacerebbe continuare a leggere qualcosa di serio e non solo critiche campate in aria. La critica è valida solo se costruttiva. A tutti coloro che in queste pagine hanno solo criticato, fate delle vostre proposte di miglioramento ma metteteci la faccia e non un nick che comunque lascia la possibilità di non essere propriamente identificati.
grazie a tutti per l'attenzione.
Massimo CASTRIA
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sabato 6 giugno 2009

LA PAROLA (breve analisi frutto di una nottata filosofico-politica insonne)

"La parola è l'espressione orale o scritta di un’informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di un’idea a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale".
Il mio buon vecchio vocabolario definisce così, chiaramente, il significato del termine "parola".
Ma che valenza ha una parola e cosa può nascere da essa a livello emozionale?

Per cominciare il breve testo si potrà sicuramente sottolineare l'importanza del parlare. Si badi bene che il discorso (assieme al pensiero che lo sostiene) sono state delle conquiste incredibilmente fondamentali che l'umanità ha saputo ottenere. Amo, infatti, paragonarle al fuoco (che nel mito greco rappresenta la conoscenza) che Prometeo rubò agli dei perché anche i comuni mortali potessero fruirne.
Certo la fruizione di questo "prodotto espressivo" comporta anche delle responsabilità implicite. E' chiaro, infatti, che non si troverà un "bugiardino della comunicazione" che contenga le varie controindicazioni delle parole come, in effetti, avviene per quanto riguarda i medicinali.
Ma il fatto che i rischi dell'esprimersi siano impliciti non deve essere confuso mai con l'assenza di tali rischiosità nelle quali, empiricamente, inciampiamo e spesso affondiamo come fossero sabbie mobili.
Parliamo dunque dell'importanza, degli effetti e dei pericoli della parola.

Sull'importanza dell'esprimersi si legga la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e più precisamente gli Articoli 18 e 19 (art. 18 "Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione..." e art. 19 " Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere").
Insomma questi articoli della Dichiarazione del 1948 mostrano come l'umanità abbia voluto sottolineare che la libertà d'espressione, assente nelle dittature della prima metà del 900, era una proprietà intrinseca dell'uomo da dover difendere con ogni mezzo perché se è vero che non si vive biologicamente se non si beve, mangia e respira...è altrettanto vero che si può essere "morti viventi" quando ti sono impediti il pensiero e la parola...e forse, se dovessi tra le due morti, sarei in grosso imbarazzo!!!

Gli effetti della parola sono vari e a volte pericolosi (ecco perché molti pensano non sbagliando che i pericoli più grandi della parola siano i suoi effetti). Gli oratori sanno bene come gli effetti di un discorso siano frutto di dialettica e retorica ben affinate ed equilibrate.
Nel passato ci si è interrogati tanto sulle modalità di un discorso perché possa essere compreso e (soprattutto) condiviso da tutti.
Il grande Cicerone parlava dei momenti dell'oratoria che sono in scrupoloso ordine: "inventio" (ricerca delle idee per sviluppare le proprie tesi), "dispositio" (l'organizzazione del discorso), "elocutio" (la bella elocuzione), "memoria", "actio" (preparazione dei movimenti e dei toni). Tutto questo perché l'oratore doveva "docere et probare" (informare e convincere), "delectare" (catturare l'attenzione dell'uditorio), "movere" (portare il pubblico dalla propria parte).
Tutti i grandi leader politici avranno sicuramente studiato Cicerone e appreso molto da queste immortali lezioni. Ma non sempre i politici indirizzano al meglio il pubblico che, con ciceroniani mezzi, ha saputo "catturare" e convincere della bontà delle proprie idee. Siamo ora arrivati all'analisi dei pericoli.

I rischi che comporta un discorso ben fatto ma con contenuti immorali e fuorvianti sono innumerevoli.
Si va dalla mera bugia all'indottrinamento forzato del pubblico che diviene così mezzo nelle mani dell'astuto paroliere. L'unica medicina utile per contrastare questo fenomeno di "coercizione culturale" (tutt'oggi più che mai presente perché forte di altri mezzi di comunicazione) è ragionare con la propria testa.
"La parola è potere: parla per persuadere, per convertire, o per costringere" diceva Ralph Waldo Emerson e sicuramente conveniamo con lui per quanto riguarda il potere intrinseco alla parola.
Ma al contempo non possiamo che disapprovare l'effetto coercitivo della parola. Tutti sono liberi di parlare (sempre e comunque nel rispetto dell'altro) e nessuno potrà zittire un uomo e le sue parole ma potrà sempre rispondergli rispettosamente perché esprimersi è libertà irrinunciabile ed inalienabile per l'uomo.

Occorre però riflettere su questo diritto universale che spesso nella nostra Era dell'Individualismo è sottaciuto e spesso non difeso comprendendo che laddove c'è parola, c'è vita...e laddove c'è vita, c'è speranza di un futuro migliore!!!

Concludo con un mio sogno tutto volterriano...
"Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto a dirlo."
Ma forse questo è davvero troppo ...oppure no?
Leonardo Matera
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I prepotenti vanno combattuti e non votati!

Il PD Laterza, a seguito delle farneticanti dichiarazioni rese dal Sindaco Giuseppe Cristella durante il comizio di questa sera in merito all'intimidazione subita dal candidato Giuseppe Misano da parte dell'ass. Agostino Perrone, dichiara il proprio sdegno per la totale assenza di cultura democratica ed istituzionale del primo cittadino che con il suo comportamento sta facendo regredire i rapporti e le relazioni umane all'interno della nostra comunità facendo emergere il peggio ed elevandolo a modello di riferimento.

Cristella, invece di censurare l'atteggiamento del suo assessore, facendo pubblica ammenda, ha rincarato la dose contro Giuseppe Misano, dimostrando la sua totale inadeguatezza rispetto al ruolo che ricopre, dichiarandosi solo a parole il sindaco di tutti i cittadini, dimostrando, nei fatti, la totale incapacità di accettare il confronto democratico.

Questi atteggiamenti, ormai consolidatisi nel tempo, hanno mortificato la partecipazione e il confronto democratico.

Il PD Laterza, non intende cedere di fronte a tanta arroganza ed invita tutti i cittadini a fare fronte comune contro questa (in)cultura convinti come siamo che Laterza meriti una classe politica capace di far emergere e valorizzare il meglio che la nostra comunità è in grado di esprimere.

I prepotenti vanno combattuti e non votati!
Pd Laterza
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venerdì 5 giugno 2009

Replica dell'assessore Agostino Perrone

Riceviamo e pubblichiamo la replica dell'Assessore Agostino Perrone al nostro comunicato stampa:

CIAO A TUTTI
IO SONO L'ASSESSORE PERRONE AGOSTINO E VORREI RISPONDERVI IN MERITO AL VOSTRO ARTICOLO RIFERITO AL DIBATTITO TENUTOSI IL 02 GIUGNO IN PIAZZA PLEBISCITO.

SOTTOLINEO CHE IL MIO SFOGO NON ERA IN VESTE DI AMMINISTRATORE, BENSI' DI IMPRENDITORE E DI CITTADINO LAERTINO, IL QUALE HA DEDICATO TUTTA LA SUA VITA PER LA PROPRIA ATTIVITA', SOSTENENDO QUALSIASI INIZIATIVA, INSIEME AD ALTRE CATEGORIE, PER LA VALORIZZAZIONE DEI NOSTRI PRODOTTI TIPICI, SIA A LIVELLO LOCALE CHE NAZIONALE.
QUINDI NON PERMETTO A NESSUNO DI DISTRUGGERE TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO CREATO.
IL MIO RAMMARICO E' CHE PENSAVO DI CONFRONTARMI CON PERSONE INTELLIGENTI CHE VERAMENTE TENGONO A CUORE IL PROPRIO TERRITORIO, INVECE ANCORA UNA VOLTA MI SONO SBAGLIATO.

COMUNQUE PER ULTERIORI CHIARIMENTI SONO SEMPRE A DISPOSIZIONE.
GRAZIE
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Cinzia De Marzo al Parlamento Europeo

Carissimi\e,
con la stessa passione e tenacia con le quali ho intrapreso la campagna elettorale, affrontandola in giro per le regioni del sud Italia, con i miei
mezzi, semplici e modesti e con i volenterosi collaboratori al fianco, oggi che si sta concludendo questa meravigliosa "avventura", mi dichiaro entusiasta e soddisfatta. Soprattuto perchè mi hanno arricchita e gratificata, gli incontri con tutti noi, caratterizzati da una genuina accoglienza, da un sincero calore, da una
disponibilità immediata, da una voglia di costruire un moderno percorso politico e lavorativo insieme, con onestà, serietà e impegno.
Una sfida che è la nostra..forse da sempre!
Vi assicuro siamo veramente in tanti, e l'energia positiva che oramai ci sostiene, ci porterà a lavorare al nostro comune progetto, in maniera sempre più efficace e decisiva.
L'esperienza umana di incontrare, con un approccio spesso "informale" tantissima bella gente, dalla Campania, all'Abruzzo, Molise, Basilicata, alla Puglia e.alla Calabria, dalle piccole realtà cittadine alle città più grandi, di confrontarmi con dirigenti, militanti e simpatizzanti del PD, liberi professionisti, commercianti, insegnanti, docenti universitari, imprenditori, associazioni impegnate nel sociale, dipendenti pubblici, giovani laureati, ha un valore immenso.

Ci siamo riconosciuti subito come persone pronte a non accettare compromessi, a seguire la nostra coscienza, capaci di scegliere, senza alcuna forma di paura o sottomissione, attente e competenti, individui realmente liberi con la voglia di essere coinvolti, di partecipare alla vita sociale della collettività, con la necessità di essere informati su fatti e sugli strumenti reali politici ,indispensabili per innalzare la qualità della vita di ognuno di noi, e quindi rispettati come cittadini, appartenenti ad un paese democratico.
Per me e per tutti noi, questa constatazione reale è già un meraviglioso successo!!!
Augurandoci che questo nostro entusiasmo sia realmente giunto fin dove forse noi non possiamo ancora immaginare, avendo utilizzato i ""soli"" mezzi della lealtà e dell'onestà, del coraggio, dell'instancabilità, della correttezza,della creatività, della forza aggregativa, della professionalità, del lavoro, della realtà contro la finzione, della voglia di credere ancora nella nostra capacità di creare tutto questo!
Sono serena nel pensare che tutti noi non sciuperemo questa grandissima opportunità di democrazia, che si presenta per tutti gli Italiani il 6 e 7 giugno '09.
Un carissimo saluto e un abbraccio sentito

Cinzia De Marzo
Candidata al Parlamento Europeo
per la Circoscrizione meridionale
Elezioni 6 e 7 giugno 2009
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Comizio Conclusivo del PD di Laterza

Venerdi 5 Giugno 2009 ore 20:15
Comizio Conclusivo del PD di Laterza

con Vito Cassano Candidato alla Provincia
Segnalazioni:
Appello dell’Università e della ricerca per il voto al Partito Democratico nelle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno
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giovedì 4 giugno 2009

Comunicato Stampa del Pd Laterza

Laterza "Pecora nera"
della liberta' di espressione

Il Partito Democratico denuncia il grave atto intimidatorio verificatosi nel corso del dibattito pubblico "Quello che i politici non dicono" lo scorso martedì 2 Giugno. Nella parte finale del confronto Giuseppe Misano (candidato alla provincia) è stato costretto a lasciare il microfono, in seguito ad una sequela di attacchi verbali, proprio mentre analizzava e denunciava i gravi rischi ambientali che minacciano il territorio jonico: dalla diossina alla gestione dei rifiuti.

Cosa ancora più' grave e' che l’autore è un assessore comunale, Perrone Agostino, che con tale comportamento ha "scosso e gelato" tutti i presenti (pubblico, candidati e giornalisti).

La gravità del gesto ha macchiato indelebilmente una iniziativa meritoria, che pur tra le mille difficoltà e limiti, aveva proprio l’obiettivo di valorizzare il confronto democratico dei vari candidati consiglieri alla provincia.

Purtroppo non è la prima volta che ciò accade, ci sono già stati altri episodi analoghi e manifesti murali intimidatori, che hanno fatto emergere il “prepotente" atteggiamento che contraddistingue l’amministrazione Cristella. Abbiamo denunciato ripetutamente la necessità di ristabilire regole, comportamenti e linguaggi consoni al ruolo pubblico che ognuno di noi è chiamato a svolgere.
Amministrare significa essere al servizio della comunità e ciò comporta l’esercizio di doti quali l’umiltà, la pazienza ed il rispetto di tutte le posizioni e istanze. Nel momento in cui dal servizio si passa al "comando" le cose cambiamo e il delirio di onnipotenza è capace di far violare anche le più elementari regole di convivenza civile e democratica.

Ancora una volta lanciamo un appello a tutti i cittadini e alle forze politiche e sociali affinché ci si mobilitino e manifestino il dissenso nei confronti di questa amministrazione.
Pd Laterza
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mercoledì 3 giugno 2009

La Grande Bugia

“La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame” -


(Adolf Hitler, “Mein Kampf”)



A tutti i lettori del blog che cercano di cancellare il lavoro e l'impegno dei consiglieri comunale del PD e del loro partito:

Proposte:

PARCO DELLE GRAVINE

Avanti insieme con idee e valori
Futuro, lavoro, giovani e precariato.
«Le imprese agricole devono puntare solo sull’ecce...

CONFERENZA STAMPA: BILANCIO DI PREVISIONE
«Il Bilancio 2009? Un grande bluff»

Condividiamo l'iniziativa del PD per la scuola
118 il nostro impegno continua
IL PD PER LATERZA

La Sanità del versante occidentale
Tra sanità e politica un nodo da sciogliere
Sanità, sindaci a confronto
"Salute, ma di qualita'"
Resoconto di Parco ed Energia Eolica
La sanità oltre il campanile


Denuncie:

Comunità Montana. Il grande bluff
Comunicato Stampa del Pd
Laterza non e' un paese per vecchi.
“…INEVITABILE…AGONIA…”
Comunicato stampa del PdL laertino
Le invasioni barbariche

Un Comune A Prova di Bomba

Lavori allo stadio chiesto il processo
Quel campo caduto... in disgrazia

L'incoscienza della malattia
La Procura accende i riflettori su corruzione e re...
Comunicato Stampa - Pd Laterza: Truffa, Falso e Ab...
Lavori allo stadio di Laterza il p.m. chiede il pr...
Laterza/I dubbi dei consiglieri e dei tecnici dell...

EDILECO: polemica al vetriolo fra centrodestra e P...
Cinque aziende, due capannoni

Laterza: inizia il 2009

L'illusione della differenziatainterpellanza 6 - raccolta differenziata
Interpellanza 5 - Edileco supermercato
Interpellanza 4 - opere pubbliche con affidamento ...
Interpellanza 3 - parcheggio pubblico
Interpellanza 2 - scomputi oneri concessori
Interpellanza 1 - Cattivo odore a Laterza

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Comunicato Stampa PD Laterza

Ieri lunedì primo giugno, durante il comizio pubblico del PD Laterza per la presentazione della candidata al Parlamento Europeo Cinzia De Marzo, nella nostra sezione di via Roma 72, ignoti si sono introdotti e vi hanno svuotato un intero estintore.

Come più volte ribadito, ritorniamo a richiamare l’attenzione della nostra comunità sul problema della legalità e della sicurezza, augurandoci che questo episodio possa presto essere ricondotto ad una bravata di alcuni ragazzi, piuttosto che ad un avvertimento di natura politica.

Ribadiamo altresì la necessità di intensificare i controlli per garantire la sicurezza nel nostro territorio, che proprio recentemente è stato scosso da eventi di cronaca molto gravi e da una serie di furti che hanno contribuito ad aumentare il senso di insicurezza dei nostri concittadini.

Laterza 02 giugno 2009
PD Laterza

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lunedì 1 giugno 2009

I distratti e spaesati "du pais"

I laertini sono sordi e/o distratti oppure l'opposizione non è capace di comunicare?
Al di là dell'anonimato delle critiche (che evidenziano il basso livello sociale e politico che vige a Laterza) mi sembra giusto ribadire la nostra attività come opposizione. Tra l'altro all'interno del blog del Pd Laterza quello che sto per illustrare è ampiamente documentato e comunque per ogni questione sono a disposizione per fornire delucidazioni pubbliche e private.

Bilancio, Tasse e Indebitamento - continuiamo a pagare lo sperpero di denaro pubblico per opere inutili e clientelari (Tensostruttura - parcheggio pubblico villa dei principi - Palazzo Marchesale - Auditorium Purgatorio - Chiostro turistico e potrei continuare ancora ......)

Illegalità e Trasparenza amministrativa emblema della cattiva politica del centro destra che ha fatto ricorso ad affidamenti diretti e provvedimenti iniqui che hanno degradato la nostra comunità (Eureco - Edileco - Laterza Cuore Grande - svuotamento del consiglio comunale - Civiche Benemerenze - consulenze e assunzioni senza regole e meriti, vie intestate ad operatori compiacenti - e anche qui potrei continuare con altri esempi.....)

Mancanza di pianificazione e valorizzazione del territorio (Le Pale Eoliche e il Fotovoltaico selvaggio che hanno attirato interessi della malavita organizzata, la Progeva e il pessimo servizio di raccolta dei rifiuti urbani, la mancanza di edilizia convenzionata e popolare, lo stato di abbandono dell'edilizia scolastica, ...... e anche qui potrei continuare con altri esempi).

Detto ciò in cosa siamo mancati? Cosa ci suggerite di fare? Perchè non vi interessate, anche attraverso gesti di solidarietà. nei confronti di giornalisti (vedi gli attacchi a Franco Romano, Massimo D'Onofrio, Michele Cristella, all'intera redazione di Agorà e a Mino Lamola) che hanno subito indimitazioni e denunce solo per aver svolto il lavoro di cronisti a Laterza?

Personalmente ho firmato un esposto alla procura della repubblica per le modalità legate al completamento del campo sportivo. Tra l'altro il Sindaco mi ha denunciato per diffamazione a mezzo stampa e ben 2 giudici (malgrado le sue opposizioni) mi hanno assolto e dato ragione. Se avete tempo e voglia leggete il verbale del 9 febbraio 2007 (consiglio comunale straordinario all'indomani della bomba al comune) e verificherete la qualità e il coraggio delle nostre denunce anche in pubblica assise.
Mi aspetto delle risposte dai vari Pep, Terzodicamolilla e da quanti nascosti dietro l'anonimato possano trovare un impeto di coraggio e interloquire sui fatti che accadono a Laterza.
Franco Catapano
consigliere comunale del Pd
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